Teatro Sistina Una «Cenerentola» al passo coi tempi

Ci sono i topini che spuntano davanti al focolare sporco di fuliggine, le sorellastre gelose manovrate dalla matrigna e, ovviamente, c’è il principe in amore che balla il valzer con l’affascinante sconosciuta prima che ella fugga sui rintocchi della mezzanotte.
C’è pure la zucca che in scena si trasforma in un cocchio trainato da cavalli (magia del Teatro Nero di Praga). E con un tocco di bacchetta, oplà, anche la scarpina di cristallo andata in frantumi torna integra sotto gli occhi di una platea incantata. Sono solo colpi di teatro, è vero, ma è soprattutto attraverso le quinte del palcoscenico che il sogno più bello diventa realtà. Vale per tutti, oggi, perché come dice Roberta Lanfranchi, protagonista del musical Cenerentola di Rodgers & Hammerstein regia di Massimo Romeo Piparo che debutta il 14 aprile al Teatro Sistina in prima nazionale «Cenerentola oggi siamo tutti noi, indipendentemente dal sesso e dall’età, perché di questi tempi c’è bisogno di credere nel sogno». La voglia di riscatto, o il vecchio adagio del sogno che diventa realtà - motore della fiaba di Perrault riletta in chiave musicale - vale anche per questo musical, ricco di magia e risorse umane. Novità della messa in scena è che la fata madrina non ci sarà: al suo posto solo una voce recitante. .
In scena, nei ruoli della dolce fanciulla trattata da serva nella sua stessa casa e del cocciuto principe allergico al protocollo, domina la bellezza dell’inedita e ben assortita coppia Roberta Lanfrachi e Antonio Cupo, noto al pubblico per essere arrivato terzo a «Ballando con le Stelle» 2006. «Pensando a Cenerentola mi sono subito venuti in mente gli occhi di cerbiatto della Lanfranchi» confessa Piparo che nel cast ha voluto anche Tia Architto nel ruolo della Regina, Giovanna D’Angi in quello della sorellastra e Giulio Farnese in quello «en travesti» della matrigna acida e cattiva.
Repliche fino al prossimo 4 maggio.