Il Teatro sotto Casa al via con «Mi voleva Strehler»

Un’indagine sulla “milanesità”. Cinque spettacoli per ripercorrere la storia e le radici culturali del capoluogo lombardo. Un lungo viaggio che il Teatro Franco Parenti e l’assessorato all’Identità vogliono approfondire anche quest’anno, riservando un’attenzione particolare al patrimonio culturale meneghino. Giunto alla sua terza edizione, Il teatro sotto casa ritrova ancora una volta il rapporto con le zone - i loro abitanti e le loro strutture - creando una sorta di fil rouge in tutta la città. In calendario per questa sera al Teatro Orione di via Fezzan, lo spettacolo di Umberto Simonetta e Maurizio Micheli, Mi voleva Strehler.
Quelli che i milanesi si troveranno “sotto casa” fino al 25 maggio sono grandi attori come Gianrico Tedeschi, Maurizio Micheli, Sergio Bini (in arte Bustric) e Rosalina Neri.
«È un modo di fare teatro che ricorda Paolo Grassi quando negli anni Sessanta e Settanta girava capannoni e fabbriche - spiega Micheli -; in realtà il teatro va fatto nel teatro. E siccome Milano ha un numero esagerato di teatri parrocchiali… ci avviciniamo al nostro pubblico».
Come in un teatro “itinerante”, saranno proposti ai milanesi cinque spaccati della propria città e della propria cultura. Insomma, un vero e proprio percorso di scoperta identitaria che ripercorre un secolo intero passando attraverso i molteplici cambiamenti del teatro e le versatili forme che il capoluogo lombardo ha, di volta in volta, assunto.
La rassegna apre i battenti con lo spettacolo diretto da Luca Sandri, Mi voleva Strehler. Uno spettacolo cult che dal 1978, con oltre mille repliche all’attivo, mantiene immutate forza comica e satira: con il pretesto di un provino che un attore di cabaret deve sostenere davanti a Strehler, si dipana uno spaccato del teatro italiano a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta.
Come un’istantanea di un grande fotografo, Micheli fa riassaporare, in un gioco colto e sottile, il gusto di una Milano carica di fermenti culturali: dalla scoperta del teatro alternativo e di quello politico tipo Brecht al racconto de la prise de l'Odéon ai tempi del Sessantotto e alle imitazioni nostrane dei grandi innovatori di quell’epoca rese ancora più comiche dallo stridore, forse solo apparente, con la condizione reale del giovane attore narrante.
«Il Living Theatre, Grotowski, il Terzo Teatro - spiega Micheli - Milano coglie i molteplici echi che arrivano dall’estero. Tuttavia il capoluogo lombardo è molto presente anche per le innovazioni che porta sulla scena teatrale».
Mi voleva Strehler, oggi al Teatro Orione poi in giro, ore 21, info 02-599944221, ingresso 12 euro, abbonamento 4 spettacoli 32 euro