Al Teatro Studio apparve il genio Aladino

Stasera e domani, appuntamento con la danza sul palcoscenico del teatro Carcano, all'insegna del balletto classico. Merito del balletto di Mosca La Classique, che può contare su alcuni dei più talentuosi ballerini provenienti dai maggiori teatri russi. Un ritorno per la compagnia, già ammirata con titoli come Lo schiaccianoci, Il lago dei cigni, La bella addormentata; questa volta, sarà Giselle ad animare il palcoscenico di Porta Romana, per dare il benvenuto al 2008 all'insegna del romanticismo.
Domani, al Teatro Alfredo Chiesa, in data unica, debutta lo spettacolo di Rino Silveri Quand la suocera la esagera, ispirato a Le sorprese del divorzio di Alexandre Bisson. Al centro della vicenda l'eterno scontro tra suocera e genero, il tutto avvalendosi di costumi semplici e attuali e di una scenografia essenziale, priva di orpelli e sufficientemente comunicativa. Quella presentata da Silveri è una simpatica commedia rivista anche dal punto di vista linguistico. Pur mantenendo la sua milanesità originaria, lo spettacolo è frutto di un'alternanza linguistica tra il dialetto, nella sua versione più comprensibile, ed espressioni ormai di uso comune a tutti.
Dal 3, al Teatro Studio, spazio alle marionette di Eugenio Monti Colla; è in cartellone, infatti, La lampada di Aladino, riduzione della celebre fiaba tratta da Le mille e una notte. Il pubblico potrà sognare grazie ai ben 14 quadri allestiti dai Colla; ad arricchire il tutto si muoveranno, sulla scena, animati dai 12 componenti della Compagnia, qualcosa come duecento personaggi comprendendo protagonisti, comprimari e comparse, creature del mondo reale e di quello fantastico. La lampada di Aladino «è la storia di un cammino, dalla spensierata giovane età a quella più adulta, di un percorso iniziatico verso la vita che l'anima compie per conseguire il raggiungimento della completezza, che non è soltanto felicità ma, soprattutto, armonia di forze arcane». Infine, giovedì al Teatro della Memoria andrà in scena Il cappotto di Gogol. Protagonista è un anziano scrivano che copia documenti e la storia si gioca sulla contrapposizione tra modernità e vecchi valori.