Un Teatro da tutto esaurito

Fin troppo in alto si spinge, forse, Pierpaolo Capovilla con il suo Teatro degli Orrori. Da Esenin a Céline. Da Brodskij a Rimbaud. Un’euforia di citazioni (quasi) tutte azzeccate in questo cd che è un ossimoro rock perché brani come Pablo e Io cerco te sono glaciali e bollenti allo stesso tempo. Volendo, Il mondo nuovo è un «concept» sull’immigrazione, qui e là inzaccherato di utopie ma furiosamente vivo. E bello. E capace di confermare che Capovilla, ormai, non ha più bisogno di citazioni. Può far da solo, eccome.