Teatro Valle Ecco «La pelle» di Curzio Malaparte nell’adattamento firmato da Marco Baliani

Una stiva vuota, il ventre di una città, un deposito di scarti, ovunque una moltitudine di scarpe vecchie, stracci e cartacce in cui la luce incerta e, anch’essa malata, è protagonista: la Napoli desolata del dopoguerra, quella raccontata da Curzio Malaparte, ritrova temi e intuizioni nello spettacolo «La pelle», in scena da domani al 18 gennaio al teatro Valle.
Prodotto dal Teatro Metastasio Stabile della Toscana e dal Mercadante Teatro Stabile di Napoli, «La pelle» è diretto e interpretato da Marco Baliani. Con lui sul palco anche Elisa Cuppini, Marion D’Amburgo, Alessandra Fazzino, Maria Maglietta, Simone Martini, Guido Primicile Carafa, Michele Riondino, Giuseppe Sangiorgi e Caterina Simonelli.Le scene e i costumi sono di Marion D’Amburgo, le luci di Roberto Innocenti e la musica di Mirto Baliani.
Protagonista sul palco quella storia scomoda e maledetta del romanzo di Curzio Malaparte, pubblicato nel 1949 per sconvolgere, scuotere, condannare, come in una discesa all’inferno. A metà tra la narrazione e il documento, quasi un reportage, capace di alimentare di lucidità spietata il testo teatrale, dove il narratore è di nuovo pronto a mettere il dito nella piaga.
Accanto al regista, Marion D’Amburgo e Maria Maglietta insieme ad altri 15 attori per impersonare quella società di cui l’epidermide è metaforicamente solo la parte esterna: di una città appunto, della società, dell’Europa che verrà.