Al teatro Verdi da «Marilyn» a Virginia Woolf

Ci sono Arafat e Sharon, Virginia Woolf e Marilyn, ma anche marionette e microtelecamere a dare vita alla stagione teatrale del Teatro Verdi, che quest'anno sarà affiancata dalla prima edizione del Festival internazionale di teatro di immagine e figura. Un progetto, affidato alla consulenza artistica di Fiorano Rancati, che punta a valorizzare il teatro su nero caro al Teatro del Buratto, ospitando compagnie di diversi paesi europei che si muovono fra tradizione, innovazione e sperimentazione. Ne è un esempio il primo spettacolo in calendario, Intimitäten (dal 23 al 25 ottobre), che vede protagonista Iris Meinhardt, interprete dell'irrequieto fantasma di una donna alla ricerca del suo io, che si «mette a nudo» attraverso video e registrazioni dal vivo. Sono pupazzi e marionette invece ad animare Nevsky prospekt (dal 26 al 28 ottobre), del Theatre Potudan, che riflette sulla figura dell'artista in una città come San Pietroburgo, dove la libertà creativa deve fare i conti con i vincoli economici. E ancora: la Compagnie Philippe Genty porta in scena Zigmund Follies (dal 15 al 19 aprile), che racconta l'incubo di un uomo che scopre la sua mano sinistra frugargli in tasca e aprirgli le lettere, con incursioni continue nella sua vita privata.
Se il noir è un genere solitamente poco frequentato a teatro, è proprio con un giallo che il Verdi inaugura la nuova stagione. Torna infatti Qui città di M. (dal 9 al 21 ottobre), scritto da Piero Colaprico: un omaggio a Milano, che evoca le nostre paure, raccontando le periferie meneghine, ma anche la Milano da bere degli anni '80-90. Dal capoluogo lombardo si passa agli scenari mediorientali, con La pace (dal 6 al 16 novembre), un testo di Antonio Tarantino in cui Arafat e Sharon, entrambi deposti dai rispettivi parlamenti, si insultano e accusano a vicenda, in un dialogo non certo all'insegna del politically correct. Nessuna paura per Virginia Woolf, che entra in cartellone con due spettacoli: Vita Virginia (dal 20 novembre al 2 dicembre), e Le serve di Virginia (dal 9 al 27 gennaio). Il primo dà voce alle emozioni della scrittrice inglese e della sua amante, Vita Sackville-West, la donna che le ispirerà l'«Orlando» e con cui manterrà rapporti molto stretti anche dopo la fine della loro relazione. Il secondo invece vede protagoniste la cameriera e la cuoca di Virginia Woolf, che, tra piccoli screzi e problemi quotidiani, si ritrovano a fare i conti con i grandi temi, la crisi economica e la guerra. Approda in teatro anche la Scampia raccontata da Roberto Saviano, che ispira Morra (dal 4 al 16 dicembre), dove un inusuale Pulcinella è via via vittima, latitante e boss, facendo nomi e cognomi (reali) delle persone chiamate in causa. Ed è un nome noto quello della Monroe, ma quanto si conosce dei suoi drammi interiori? Lucilla Giagnoni ne veste i panni in Marilyn (dal 29 gennaio al 10 febbraio), quella Marilyn di cui un critico disse: «Bisogna essere molto intelligenti per poter recitare la parte della sciocchina».
Teatro Verdi
via Pastrengo 16
prenotazioni e informazioni: 02-6880038
info@teatrodelburatto.it