Il teatro vivo e i vascelli fantasma

(...) Come spiegare al Signor Rossi e al Commendator Bianchi che non si è dei pessimi amministratori, né gente che vive alle spalle della comunità; come dir loro che non si è l'ennesima astronave impazzita che viaggia in un proprio universo continuando però a pretendere che la base Terra pompi benzina?
Il Teatro dell'Archivolto va difeso per il Teatro Modena. È lì che sta il nodo. Il Teatro Modena, unico teatro storico a Genova, è un patrimonio della Città. È stato e potrà essere ancora motore di un risanamento in un quartiere difficile come Sampierdarena.
Nessun privato puro aprirebbe un teatro a Sampierdarena. Il buon senso pratico del Commendator Bianchi non gli farebbe puntare dieci euro sul Teatro Modena. Ma proprio per questo il Teatro Modena va, con la stessa lungimiranza con cui è stato ristrutturato, difeso.
Il Teatro Modena e il Teatro Archivolto che lo gestisce. E su questi due soggetti, uniti da un vincolo, va fatto l'investimento pubblico. Senza cercare soluzioni terze.
Per il resto della sua attività, tournée, gestione di Festival e quant'altro il Teatro dell'Archivolto, sono sicuro, ce la fa, come ce la fa chiunque faccia quel tipo di attività con quelle risorse a disposizione.
Ma il signor Rossi continua a faticare ad arrivare al 20 del mese. E allora è giusto dirgli dove va ogni lira spesa in cose che a lui possano sembrare superflue. Gli Enti pubblici dovrebbero richiedere un bilancio, che derivi da quello fiscale ma dettagliato voce per voce, reso comprensibile e strutturato su una griglia uguale per tutti i teatri e fare le proprie riflessioni a partire da quei dati.
Giornate di apertura su Genova. Numero di giornate lavorative sviluppate. Paga media degli artisti, dei tecnici, del personale d'ufficio. Cachet corrisposti agli artisti. Numero spettatori paganti in totale. Media spettatori paganti. Incasso medio. Etc. Etc.
Ci sono teatri a Milano che con 100 posti raggiungono i 34.000 spettatori. Ci sono teatri a Genova che con 500 posti non superano i 25.000 spettatori paganti.
Ci sono teatri a Genova che aprono per non più di 80 serate. Il Commendator Bianchi, la sua fabbrichetta, la apre tutti i santi giorni.
Caro Archivolto, un'ultima considerazione e poi metto punto.
La torta è quella che è. Se giochiamo ad essere tutti amici, non cresce nessuno. La darwiniana selezione della specie, in natura, è crudele ma così va il mondo. Occorre capire e dirci che in questo mare nostro galleggiano vascelli fantasma, che consumano lo stesso volume di carburante che consumavano ai tempi in cui solcavano gli oceani: nella stiva le zoccole rosicchiano le provviste e sul ponte i mozzi giocano a carte. E intanto l'armatore pubblico paga. E a voi che siete vivi, che fate un teatro vivo, mancano i soldi.