Teatro in voce per Molière

Grossa ambizione e grossa scommessa quella del «Teatro in voce» su cui Mauro Bagnara punta e crede e che lo scorso anno si è dimostrata una forma vincente di fare spettacolo con la mise en scene de «L'Angelo di Dio» al Teatro Garage e che quest'anno si ripropone con «O marotto immaginaio do sciò Molière» sempre sul palcoscenico del Garage. Il teatro in voce è un modo per affrontare il futuro del teatro che con le riduzioni delle sovvenzioni statali si prepara ad essere molto duro, dice Bagnara, e che punta a valorizzare testo e interpretazione. Riuscire a fare a meno di scenografie e costumi, non solo porta ad ottimizzare i costi, ma ad esaltare la sostanza letteraria del testo e la bravura degli attori. Tutto è ridotto all'essenziale, ma non si tratta di una semplice lettura, il «Teatro in voce» si evolve verso una forma più profonda di interpretazione in cui si sfrutta tutto il fascino della voce e quindi della parola. La scelta di provare con uno spettacolo già rodato come «O marotto immaginario» non è avvenuta a caso e dimostra un'ulteriore scommessa che è quella di far valere anche il dialetto come forma di espressione recuperata e capace di portare un valore aggiunto a questa forma di spettacolo. La compagnia dei Carogge, fondata nel 1990 da Enrico Aretusi e Giorgio Baldini, aveva già collaborato con Bagnara nel'97 a questa commedia che è già stata presentata in modo tradizionale gli anni passati, ma la nuova versione è la prima ad inaugurare la presenza del dialetto nel progetto del Teatro in voce, elevando il genovese a lingua teatrale. Ad arricchire la nuova versione, la cui regia è affidata a Enrico Aretusi, è la partecipazione calorosa di un attore come Mauro Pirovano, premio Govi lo scorso anno, che qui avrà il ruolo di Argante, uomo burbero e avaro, assillato dalla mania di essere malato. «Un ruolo che mi si addice molto - dice l'attore - in quanto anch'io sono un perfetto ipocondriaco tanto che il mio analista mi ha assicurato che interpretare Argante mi sarà molto terapeutico». Debutto domani alle 21, repliche sabato sera e domenica alle 17.