Tecnica

Più di un lustro fa la giapponese Subaru propose, per l’Italia, le sue vetture in versione Bi-fuel, cioè con la doppia alimentazione benzina-Gpl. Un altro segnale della sensibilità dei tecnici nipponici al tema dell’inquinamento, dato che, a parità di condizioni di marcia, un motore alimentato a gas produce una quantità di sostanze nocive inferiore rispetto al suo funzionamento a benzina. Tale proposta, allora innovativa, oggi seguita da molte altre case, fu ben accettata dal mercato, anche se con una serie di dubbi. Le principali obiezioni riguardavano la sicurezza, la durata, le prestazioni e la vita quotidiana.
Dubbi legittimi, ma legati a retaggi del passato. Capitolo sicurezza: per alcuni viaggiare con una bombola nel bagagliaio può creare delle perplessità o delle ansie. Chiariamo alcuni concetti. L’impianto per trazione a gas, in particolare il serbatoio, deve sottostare a omologazioni europee che dal 2001 sono chiare e ben regolamentate. Per esempio deve avere una valvola di sicurezza che in caso d’incendio consenta al gas di fuoriuscire senza pericolo. Il gas stivato non deve superare l’80% della capienza del serbatoio il quale, a sua volta, deve avere una costruzione in grado di sopportare tutti i tipi di crash test possibili. Ogni funzione, inoltre, sottostà alla diagnostica di bordo che provvede a neutralizzare il funzionamento a gas, qualora non siano mantenuti i parametri corretti, facendo lavorare il motore automaticamente a benzina. Per la vita quotidiana, va chiarito che è possibile parcheggiare le vetture a gpl fino al primo piano interrato, proprio grazie a queste normative, come anche nei traghetti, nei condomini o nei silos. Sulle prestazioni è difficile avvertire reali differenze tra l’alimentazione a gpl e quella a benzina nella guida quotidiana.
Sul banco prova si sono riscontrate delle differenze, che però non hanno mai superato il 5% a scapito del gas, differenze che alle volte sono anche dovute al tipo di gas e alla sua composizione, per una percentuale variabile del rapporto tra propano e butano. I distributori in Italia sono più di 2.300 e si può dire che, in autostrada, almeno una stazione di servizio su due ne è provvista. Sulla durata e manutenzione si potrebbero ancora fare degli ulteriori chiarimenti. Il gpl, rispetto alla benzina, è più «secco» e quindi tende a consumare di più le valvole di scarico. Per questo la Subaru, per le sue Bi-fuel, utilizza esclusivamente testate con valvole e sedi valvole appositamente realizzate. In Giappone non esiste l’alimentazione a gas per le vetture «borghesi», ma i taxi, per questioni di inquinamento, in città girano a gpl e quindi una parte dei motori prodotti dalla casa delle Pleiadi sono appositamente realizzati per questo tipo di alimentazione. Motori che sono importati dal distributore italiano, filiale della Fuji Heavy Industries, e trasformati.