Tecniche di rimodellamento del viso per ridurre il rilassamento cutaneo

Luigi Fricker

Oltre mille medici hanno partecipato al Settimo congresso internazionale di medicina estetica che si è concluso nei giorni scorsi a Milano, organizzato dalla Scuola milanese di medicina estetica. Numerosi i ricercatori internazionali presenti, tra i quali il professor Fournier, pioniere della medicina estetica francese o lo statunitense Sidney Coleman. La medicina estetica non è ancora diventata una vera specialità, ma sta conquistando sempre più importanza scientifica: ha acquisito conoscenze da altre aree della chirurgia ( plastica, vascolare) e della medicina (ormonale, nutrizionale, dermatologica). A Milano vi è una scuola privata di medicina estetica (Alberto Massirone dirige l'Agorà), a Roma vi è quella più antica, diretta dal professor Bartoletti, pioniere e fondatore della SIME (Società Italiana di medicina estetica), a Bologna la Sies, guidata da Maurizio Piori. Numerose le relazioni che hanno presentato il risultato di studi e le esperienze acquisite. Al centro dell'attenzione l'acido polilattico, una sostanza impiegata da anni in svariati campi della medicina e della chirurgia. Dal 1999 ad oggi - ha ricordato Alessio Redaelli, (specialista in chirurgia vascolare ed esperto in medicina estetica di Milano, tra i pionieri nell'uso di questa sostanza) sono stati eseguiti migliaia di trattamenti, e conosciamo bene punti di forza e limiti del suo uso. Dopo revisione della casistica, infatti, si sono registrati eventi avversi minori, come edema, ematomi, eritemi che si sono risolti spontaneamente in breve tempo. Tra le complicazioni di maggior durata, i noduli sottocutanei hanno raggiunto l'incidenza del 1,2% dei trattamenti: noduli dovuti ad iperaccumulo di collagene. Un secondo studio ha affrontato la problematica del rilasciamento del tessuto sottocutaneo nella regione sottomentoniera, che insieme al collo ed al III inferiore del viso rappresenta una unità funzionale ed estetica di grande importanza, ma di difficile trattamento. L'obbiettivo è quello di ritardare o evitare la ptosi, l'inesorabile cedimento verso il basso dei tessuti di questa regione.