Tecnici italiani uccisi in Libia, indagato dirigente della Bonatti

Ros cercano materiale per far luce sulla morte di Salvatore Failla e Fausto Piano

"Cooperazione colposa" è l'accusa rivolta a Dennis Morson, il dirigente della Bonatti, società per cui lavoravano in Libia Salvatore Failla e Fausto Piano, i due tecnici italiani morti dopo uno scontro a fuoco avvenuto nella zona di Sabrata.

Una poszione che emerge all'interno dell'indagine coordinata dal pubblico ministero Sergio Colaiocco e di cui scrive il Corriere della Sera. Intanto questa mattina sono scattate le perquisizioni alla sede della società a Parma, su delega della procura di Roma.

I Ros stanno cercando materiale che possa permettere di fare chiarezza su quanto davvero avvenuto in Libia e su eventuali responsabilità da accertare.

I due erano stati rapiti nel 2015, insieme ai colleghi Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, poi liberati a sole ventiquattro ore di distanza dalla morte di Failla e Piano. Una notizia arrivata prima dalla Stampa e poi confermata dalla famiglia di uno dei due. Una liberazione le cui circostanze non erano state immediatamente chiare, soprattutto alla luce della morte dei due colleghi.

Commenti

mila

Mer, 19/10/2016 - 17:25

Non so se il manager abbia delle responsabilita', pero' le autorita' italiane sono abbastanza veloci nel mettere sotto accusa i capi delle nostre industrie (le poche che restano). Di difendere gli Italiani all'estero e gli interessi dell'Italia non se ne parla neppure.

agosvac

Mer, 19/10/2016 - 17:35

Ogni tanto la magistratura italiana scopre un nuovo reato. Oggi c'è quello di "cooperazione colposa". Sembra che la colpa dell'azienda sia quella di non avere adeguatamente protetto i suoi impiegati, quindi sono colpevoli di cooperazione con gli assassini anche se con questo omicidio non c'entrano manco per niente!!! Ma, dico io, non si sa che in Libia c'è una situazione pericolosa??? Probabilmente nessuno ci andrebbe se non fosse più che lautamente retribuito e consapevole dei rischi da correre, sennò resterebbero in Italia!!! A questo punto nessuna azienda italiana andrà in Libia col rischio di essere messa sotto accusa: un modo come un altro per danneggiare l'economia!

Silvio B Parodi

Gio, 20/10/2016 - 04:51

cooperazione colposa????? ce' anche natalita' colposa dei magistrati, sono tutti difettati nella zucca.