Tecnici sorpresi: incidente «impossibile»

Marta Ottaviani

Una tragica fatalità. Ma che desta anche molti dubbi. La prima reazione della direzione tecnica di Metropolitana Milanese di fronte alla tragedia di Valencia è di profonda sopresa. Perché nelle metropolitane di nuove generazione esistono congegni strutturati apposta per prevenire incidenti come quello della città spagnola.
«Sul percorso di ogni linea - spiega la Metropolitana Milanese - ci sono sistemi speciali detti di segnalamento. Hanno una duplice funzione. La prima, intuitiva, è quella di rilevare la velocità dei convogli durante tutto il percorso. La seconda, molto importante, è impedire alla motrice di superare i limiti consentiti. In parole povere è una specie di pilota automatico, pronto a intervenire in caso di errore o distrazione da parte del macchinista. Si tratta di un congegno ormai in uso sul 90 per cento delle metropolitane del mondo. Ci sarebbe veramente da sorprendersi se quella di Valencia non ne fosse stata munita. In Italia è in uso da anni e funziona perfettamente, anche su linee più vecchie come la rossa a Milano».
E se per caso quello di Valencia si fosse rotto? È un’ipotesi che Metropolitana Milanese si sentirebbe di escludere. «Si tratta di sistemi ad altissima sicurezza - spiegano i tecnici della società - così alta che se il congegno di segnalamento si guasta per qualsiasi motivo automaticamente si ferma la circolazione dei treni. Sono stati studiati apposta per evitare ogni tipo di sciagura».
E i dubbi sorgono anche sulla rottura di una ruota del convoglio, che secondo i tecnici di Metropolitana Milanese potrebbe essersi rotta prima e aver causato il deragliamento e che non avrebbe legami diretti con la velocità a cui viaggiava il treno. «È un problema di manutenzione e non tecnico - spiegano -. Gli standard italiani assicurano alle nostre vetture, anche alle più vecchie, una manutenzione di carrozze e binari di alto livello, soprattutto per quanto riguarda le parti che non si vedono e che sono rivestite di materiali anti infiammabili, soprattutto i cavi».