La tecnologia che arreda ha lo schermo sul divano

Al Salone del mobile le nuove soluzioni per il design del Duemila: gli apparecchi elettronici vengono integrati negli ambienti di casa e ufficio

Eleonora Barbieri

Tecnologia e design insieme, per imprimere un marchio hi-tech alla bellezza del locale più vivo della casa, il salotto, il luogo per rilassarsi ascoltando musica o guardando la televisione ma, anche, per lavorare, complici monitor multiuso e sempre più eleganti.
Una concezione della sala «lounge» che domina le creazioni di Marco Zordan, presente da ieri al Salone del Mobile di Milano con la sua collezione «HiLine» e, in particolare, con la sua «Chaise longue» tecnologica, dotata di uno schermo Lcd che, grazie a un arco metallico, rimane sospeso di fronte alla persona sdraiata: «Noi veneti lavoriamo tante ore ogni giorno - racconta il designer vicentino - e così ho pensato a un modo per farlo in assoluto relax: lo schermo può essere utilizzato come tv, dvd o playstation, oppure collegato a una tastiera senza fili». Nessun peso da portare sulle gambe: la «Chaise longue» è dotata anche di bracciolo e tavolino applicabile e, per chi desidera lavorare in compagnia, c'è la versione a due posti. Legno massello e acciaio sono invece i protagonisti di un'altra linea ideata da Zordan, quella dei monitor delle serie Lyra e Polaris, ergonomici e combinabili a seconda delle esigenze. E proprio il legame fra legno e tecnologia è al centro delle proposte di Listone Giordano che, per la linea «Boiserie», ha creato un «iPod lounge», ovvero un salotto il cui cuore è, appunto, l'iPod, in versione musicale o anche video. Una parete liscia, interrotta soltanto dalla nicchia, quasi senza spessore, per l'iPod: un «contenitore invisibile», che nasconde cavi, fili e, anche, degli attuatori sonori che sostituiscono le comuni casse per diffondere la musica. La risonanza è fino a dieci metri quadri di superficie per ogni coppia di attuatori, realizzati da Feonic. Un'evoluzione firmata dal designer Massimo Iosa Ghini e realizzata per il Salone, dopo le precedenti versioni per la televisione.
Lo spazio occupato è ridotto ai minimi termini, secondo la stessa filosofia di Apple, come dimostra l'iPod Hi-fi, un sistema completo per ascoltare musica condensato in dimensioni inferiori a quelle di una stampante o di un fax: si può appoggiare su uno scaffale della libreria o su una piccola mensola e si possono controllare i comandi rimanendo seduti tranquillamente in poltrona, grazie ad «Apple remote». Non c'è bisogno di cambiare cd, basta dare il comando all'iPod: anzi, non sono più necessari neppure i cd. E ci si può svegliare al suono della propria canzone preferita.
Linee essenziali, per non creare ingombri di troppo: un'ambizione che coinvolge anche il design dei televisori, pensati per un salotto sempre più elegante. Su questa linea sono stati realizzati gli ultimi modelli a cristalli liquidi di Samsung, dove tutti i comandi sono spostati sul retro e sono quindi invisibili: anche gli speaker non danno nell'occhio, perché sono integrati nella parte bassa dello schermo, che è ancora più sottile. I nuovi modelli sono pensati anche per consumare meno energia, pur garantendo immagini perfette, grazie a una gamma di 12,8 miliardi di colori.
Semplicità e bellezza sono due ingredienti su cui puntare, amati come sono dagli italiani, soprattutto da quella fascia sotto i 40-45 anni che ama cambiare casa e, anche, arredamento, come dimostra una recente indagine realizzata da Astra per Comieco, Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, che ha messo in luce il successo crescente dei cosiddetti «neo-mobili»: leggeri, facilmente spostabili e, soprattutto, ecologici, realizzati in materiali riciclati, innanzitutto il cartone. Design e hi-tech dominano anche fra gli stand di Eurocucina, dove spiccano gli elettrodomestici ad alta tecnologia, soprattutto a incasso, come quelli realizzati da Electrolux che, ogni anno, investe il 5 per cento del fatturato proprio in ricerca: perché la parola d'ordine è, per tutti, quella dell'integrazione, anche fra elementi e materiali apparentemente contrastanti, per una casa sempre più tecnologica ma assolutamente vivibile.