8 bit: "Far Cry Primal"

La serie Far Cry, nei precedenti episodi, portava i giocatori in territori verosimili e contemporanei quali isole tropicali e impervie catene montuose. Con Primal, tutto cambia. Il team creativo di Ubisoft ha compiuto una scelta coraggiosa, ambientando questo episodio nel Mesolitico. Rimane comunque un First Person Shooter, gioco nel quale si vestono i panni di un protagonista che dovrà portare a termine una serie di missioni. Ma ambientando il tutto nell’età della pietra, le armi e le priorità vengono stravolte rispetto a prima. Takkar, il nostro alter ego, dovrà destreggiarsi tra tribù primitive che hanno appena iniziato ad evolvere. Alcune avranno caratteristiche stanziali ed agricole, altre nomadi e cacciatrici, altre ancora di pura sussistenza.

Il lavoro storico di ricerca è stato maiuscolo: la valle di Oros, dove le vicende si dipanano, offre uno sterminato campo di gioco con caratteristiche morfologiche ascrivibili alla terra di 10.000 anni fa. Addirittura sono stati creati una serie di linguaggi arcaici che permettono ai personaggi dei vari gruppi di intendersi. L’uomo, in un contesto simile, non è al vertice della catena alimentare: deve scontrarsi quotidianamente con una serie di predatori che in ogni momento possono mettere fine all’avventura, e solo grazie alla caccia di gruppo può avere qualche possibilità di sopravvivenza.

Il sostentamento è così il problema immediato che si pone al giocatore. Non esiste una trama vera e propria che faccia da forte legame ai vari episodi. L’esplorazione, la scoperta di risorse e la lotta per la vita in un mondo ostile frammentano molto l’azione globale, cosa che non piacerà molto agli estimatori delle puntate precedenti. Il combattimento corpo a corpo ha un ruolo fondamentale per il protagonista: le armi a disposizione, clava, arco e frecce e lancia, spesso falliscono i bersagli o producono ferite troppo leggere, rendendo spesso la sopravvivenza una questione di lotta serrata all’ultimo sangue.

La ricchezza naturale del campo di gioco, con una quantità illimitata di possibili incontri e scontri, è la vera perla di questo titolo. Il lento progresso dei personaggi, singoli e in gruppo, fa comprendere quanto difficile e incerta possa essere stata l’evoluzione reale dei nostri progenitori, e quanto la natura sia stata ostile nei loro confronti. Tante piccole curiosità, che si sbloccano nel corso del gioco, contribuiscono a rendere questo titolo estremamente interessante, completamente nuovo rispetto ai precedenti.