8 bit, Horizon: Zero Dawn

Gli esordi non sono mai facili. Spesso, si finisce col commettere errori dovuti, il più delle volte, alla mancanza di esperienza. Il rischio è quello di partire con tante ambizioni che, strada facendo, svaniscono nel nulla.

Guerrilla Games, nota sviluppatrice di videogiochi sparatutto (vedi Killzone), di proprietà di Sony Computer, ha deciso di lanciarsi nel mondo degli action rpg open world con un progetto molto ambizioso che è riuscito non solo a creare, ma anche a portare a termine in modo molto positivo. La creatura che ne è nata è Horizon: Zero Dawn (in esclusiva per PS4) premiato all’E3 2016 come gioco più originale.

La storia è ambientata nel 3000 d.C., su una terra distrutta da un cataclisma, nella quale gli uomini si sono riorganizzati in società tribali, perdendo la supremazia sul territorio, lasciando il posto a delle macchine zoomorfe, create dagli antichi e poi sfuggite al loro controllo.

La protagonista, Aloy, è un’emarginata dalla nascita e, per tutta la sua infanzia, fino ai 16 anni, viene allenata da Roost, anche lui esiliato, per superare la prova d’accesso alla tribù dei Nora, popolazione pacifista.

Entrare in questo clan aiuterà Aloy a rispondere ad alcune sue domande come, ad esempio, il perché della sua emarginazione dalla nascita e sul chi siano i suoi genitori. Un viaggio sia fisico, sia interiore, considerando che durante il gameplay noteremo una crescita interiore della nostra protagonista, quasi come se il gioco fosse un romanzo di formazione.

La mappa è molto estesa e costellata di macchine più o meno potenti, che potranno essere evitate con un approccio stealth o con un combattimento faccia a faccia, con l’ausilio di un arsenale molto vario.

Oltre a un arco per gli attacchi a distanza e una lancia per gli scontri ravvicinati, potremo servirci di bombe elementali, trappole e altri strumenti che ci aiuteranno nell’abbattere i mostri meccanici più grandi e potenti.

Purtroppo, nel gioco non è presente un vero e proprio targeting system per colpire gli avversari e ciò metterà alla prova le abilità del giocatore che dovrà affinare le sue doti nell’attacco e nella schivata.

Naturalmente oltre alle missioni principali ci sono anche quelle secondarie, che aiuteranno il giocatore ad aumentare il livello del personaggio e ottenere punti abilità che verranno scambiati per fornire il nostro personaggio di nuove caratteristiche e bonus che torneranno utili.

Nell’area di gioco, sono presenti anche campi di banditi da assaltare e torri, che in Horizon sono sostituite da giganteschi dinosauri meccanici, che riveleranno ogni attività da svolgere nella porzione di mappa sottostante.

Una nota negativa da sottolineare è la disparità di intelligenza artificiale degli umani rispetto alla macchine, dato che è veramente facile eluderli e abbatterli, pur con un minimo di astuzia e senza alcuno sforzo.
Il gioco vale il prezzo e anche se, forse, richiama un po’ troppo altri titoli colonna di questo genere, lascerà il giocatore, alla fine dell’esperienza, molto soddisfatto

Commenti

agosvac

Dom, 12/03/2017 - 15:33

Ma non sarebbe molto meglio leggersi un bel libro di fantascienza, ammesso che ne esistano ancora?????