8 bit: "Last Day of June"

Se vorrete gustarvi una storia intensa ed emozionante, Last Day of June farà decisamente al caso vostro. Ed è un titolo tutto italiano

Quando si tocca il tema della case di sviluppo di videogiochi, il nostro pensiero si rivolge, quasi sempre, oltre i confini del nostro paese, andando a finire spesso negli Stati Uniti o in Giappone.

La realtà è che di bei giochi «nostrani» ce ne sono e la prova è il nuovo titolo sviluppato dai ragazzi di Varese di Ovosonico, intitolato Last Day of June (il publisher è 505 Games). Il gioco si apre con una scena di coppia tra Carl e June, ovvero i due protagonisti, seduti in riva al mare al tramonto. Si nota subito l’amore che c’è tra i due grazie a piccoli gesti che compiono verso il proprio partner. Ad esempio, Carl va a prendere una coperta in macchina quando la sua amata comincia a sentire freddo (non giocateci con vostra moglie nei dintorni). Durante il viaggio di ritorno, però, i due hanno un incidente in auto e lei muore.

Carl, qualche tempo dopo il tragico lutto, entra nella stanza di June dove lei era solita dipingere e scopre che, attraverso i suoi quadri, può tornare indietro nel tempo. Il compito del giocatore sarà, quindi, creare delle circostanze favorevoli affinché quel brutto incidente non avvenga mai, in modo tale da ricongiungere la coppia. In pratica, l’effetto farfalla.

Certamente l’idea del gioco non è originalissima ma, ciò che rende molto caratteristico il titolo, è il come sia stato realizzato. Gli scenari dipinti come con pennelli, i personaggi senza occhi che si esprimono a versi, le musiche, le luci: tutto diventa molto suggestivo. Insomma, la durata del gioco è di circa quattro ore scarse ma, se vorrete gustarvi una storia intensa ed emozionante, Last Day of June farà decisamente al caso vostro. Ed è un titolo tutto italiano.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Ven, 22/09/2017 - 17:00

ci vedo poco e avevo letto "ultimo giorno per la juve" pazienza !

Ritratto di gabriele74-cina

gabriele74-cina

Mer, 27/09/2017 - 22:53

@giovinap: anche io ho capito la stessa cosa... forse però indotto dalla mia fede granata