Facebook ha cambiato una icona. Una piccola rivoluzione femminista

Il vecchio simbolo degli "amici" social metteva in ombra la sagoma femminile. Che ora è in primo piano (e ha anche un'acconciatura un po' meno robotica)

A volte, per grandi società come Facebook e Google, persino un pixel di troppo nel logo può essere un problema da risolvere. Lo si era visto bene a maggio dello scorso anno, quando Big G aveva cambiato il suo riconoscibilissimo simbolo, di così poco che accorgersene non era poi tanto scontato.

Una "g" un po' spostata a destra, una "l" un po' più a destra e un po' più in basso e il trucco, per Google era fatto. Più di recente, anche Facebook ha cambiato qualcosa nel suo logo aziendale, sostituendo la "a". Un cambiamento che per la verità hanno notato in pochi, visto e considerato che sul sito la scritta "facebook" per esteso non compare poi così spesso ormai.

Ieri una nuova modifica, forse ancora più difficile da notare, che la società ha spiegato in un lungo post pubblicato su Medium. Nel mirino dei designer della società, questa volta, l'iconcina degli "amici" sul social network. Due silhouette nella tonalità di blu tipica del social network, di un uomo e una donna, sono state leggermente ridisegnate.

"Volevo eliminare quella specie di elmetto da Darth Vader e rendere un po' più definiti i capelli", ha spiegato Caitlin Winner, riferendosi alla sagoma della donna dell'iconcina. Una piccola modifica a cui ha fatto seguito una seconda, quando si è resa conto che ora l'omino aveva dei capelli un po' retrò. Così ha pensato di dargli un nuovo stile, con la riga da parte.

C'è voluto poco per rendersi conto che molte volte, sulle pagine di Facebook, compariva soltanto la sagoma dell'uomo. Per esempio nelle richieste di amicizia. Una buona ragione per differenziare tra i sessi. A questo punto restava un altro problema da risolvere - si legge ancora nel post -. "Come donna, educata in un college femminile, era difficile non leggere qualcosa nel simbolismo dell'icona attuale; la donna era letteralmente messa in ombra dall'uomo".

Così è nata la nuova icona, con la donna - un po' più piccola - in primo piano. E l'uomo subito dietro. Un cambiamento, spiega Facebook, che segue una lunga tradizione. In passato il social aveva ridisegnato il mappamondo che rappresenta il "bottone" delle notifiche. Quello che vediamo, quali continenti sono rappresentati, dipende dal luogo del mondo in cui abitiamo.

Commenti
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gianniverde

Mer, 08/07/2015 - 13:27

E questa sarebbe la parità di diritti????? Ci sarà permesso portare le gonne????

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roberto-sixty-four

Mer, 08/07/2015 - 13:29

....Ora sì che si può dormire tranquilli! Effettivamente lo aspettavamo da anni!

Cinghiale

Mer, 08/07/2015 - 14:17

Ma che razza di c@g@te!!!!! Sono proprio questi i problemi grossi della società.

roseg

Mer, 08/07/2015 - 14:59

Se questo è il futuro...è meglio morire subito.

Grix

Mer, 08/07/2015 - 15:02

Ecco risolto un grandissimo e secolare problema. Ne avevamo bisogno. Chissa' come saranno le icone sul facebook di ISIS?

risorgimento2015

Mer, 08/07/2015 - 15:06

Bastera` un piccolo asteroide per riportare tutto come un secolo fa`

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Alberto86

Mer, 08/07/2015 - 16:09

Facebook latrina femminile/femminista senza fondo. Un prodotto degno della nuova America spazzatura di Obanana.

FRANZJOSEFF

Mer, 08/07/2015 - 18:39

B U F F O N I

Luigi Farinelli

Mer, 08/07/2015 - 19:12

Iniziative con scopi ben precisi come negli spot pubblicitari: apparentemente la mente non immagazzina il messaggio, ma non è così. Vedi p.es. i messaggi subliminali nei film della Disney con simboli fallici, massonici, incitazione alla violenza, al satanismo e al libertinaggio. In questo caso l'iniziativa è femminista e si somma al lavaggio del cervello e alle iniziative anti-maschili che da decenni imperversano con lo scopo ultimo di abbattere la famiglia "patriarcale" minimizzando l'importanza maschile (non obbligatorietà del patronimico; la truffa continua del "femminicidio", ecc). Il Ministero "Pari" Opp., novello MINCULPOP, impone cosa scrivere e cosa diffondere sui libri scolastici ma in Occidente (V. il saggio di Alessandra Nucci "La donna a una dimensione") è anche in corso una ridefinizione della storia in chiave femminista. Potete non crederci ma è così: attacco al maschile anche nelle forme apparentemente più insignificanti e sbolognamento del gender.