Facebook "spia" le chat private e segnala i cybercriminali

Il social network ha messo a punto un algoritmo in grado di scansionare le parole scambiate, individuare possibili reati e segnalarli alle forze dell'ordine

Che la chat di Facebook venga salvata (sia sull'account delle persone coinvolte che sui server di Zuckerberg a Palo Alto) è cosa ormai nota. Che tali conversazioni possono persino essere usate dai pm per le indagini - come per il caso Rea - pure. Quello che finora non si sapeva è che gli ingegneri del social network hanno messo a punto un algoritmo in grado di "leggere" le conversazioni e identificare eventuali reati.

Un po' come Google sa sempre di cosa parliamo e ci propone pubblicità ad hoc, Facebook analizza le parole scambiate durante le conversazioni private e individua le parole che possono identificare un reato e inoltrare lo scambio di messaggi alle forze dell'ordine Usa. Nel mirino dell'algoritmo finiscono soprattutto quelli che usano la chat sporadicamente.

Si tratterebbe ovviamente di messaggi criminali o piani per attentati alla sicurezza pubblica, ma la notizia sta sollevando non poche polemiche per la violazione della privacy, soprattutto perché non è chiaro quali siano le parole in grado di far scattare la segnalazione. Facebook ha precisato che la trasmissione alle forze dell'ordine non è automatica, ma che vengono inoltrati solo le conversazioni utili a impedire, identificare o prevenire reati. Un portavoche ha assicurato che saranno registrate il minor numero possibile di messaggi: "Non vogliamo che chi lavora qui passi il tempo a leggere conversazioni private". Oltre alle segnalazioni, inoltre, i messaggi saranno consegnati a tribunali e forze dell'ordine che ne fanno richiesta solo in caso di reale necessità e indizi consistenti.

Sembra che con questa tecnica sia stato arrestato almeno un pedofilo, ma il problema della privacy resta: è lecito controllare tutti per beccarne qualcuno? Del resto, quante volte si usa la chat in modo scherzoso? Il linguaggio è fatto di iperboli e non sempre le parole corrispondono ai fatti. Può una macchina capire le migliaia di sfumature di ogni singola conversazione?

Commenti

summer1

Mer, 18/07/2012 - 16:01

Tecnologia moderna, criminale moderno e paese moderno. Tutto è benvenuto, nessuna esclusione, altrimenti si favorisce sempre qualcuno!

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gianniverde

Mer, 18/07/2012 - 18:07

Siamo tutti intercettati meno il king,lui non vuole e non ci stà

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luigipiso

Mer, 18/07/2012 - 21:34

Nè una nè l'altra. Tentativo, ormai legalizzato, di gestire masse enormi di pecore- acquisire informazioni private a scopo spudoratamente imperialistico- Poche differenze con Hitler

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mariosirio

Gio, 19/07/2012 - 07:02

anna frank la presero per via di un nuovo post sul diario