"Facebookdown": ecco perché il social va fuori uso

Il terzo stop di Facebook nel giro di una settimana ha allarmato i tecnici che si occupano del social più usato al mondo

ll terzo stop di Facebook nel giro di una settimana ha allarmato i tecnici che si occupano del social più usato al mondo. L'azienda però con la stampa prova a minimizzare: "Un problema con le Graph Api, il sistema con cui le app dialogano con social network. Subito risolto", spiegano gli ingegneri della piattaforma. Ma i più sospettosi, come ricorda il Corriere, ritengono che le cause risiedano altrove. Quello di ieri è stato il terzo blocco in poco più di una settimana. Sono stati tutti di breve durata ma, su un colosso da 12,5 miliardi di dollari di fatturato, il loro peso si sente.

Forse Facebook è cresciuto troppo e ha bisogno di interventi strutturali sui suoi data center. Il social network però non può permettersi neppure un minuto di buio se pensiamo alle prossime grandi sfide: insidiare Google nel dominio della pubblicità online e diventare la prima vetrina globale per le aziende. Senza dimenticare gli obiettivi umanitari: la diffusione di Internet nei Paesi in via di sviluppo, progetto discusso proprio il giorno prima del blackout davanti al primo ministro indiano. E l’esposizione politica: durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti, il segretario generale del Partito comunista cinese, Xi Jinping, ha voluto conoscere il re dei social in un incontro separato. Intanto dopo i black out, Zuckerberg conta i danni. Ma possiamo farci un’idea, come riporta laStampa, basandoci sui ricavi pubblicitari incassati da Menlo Park nel secondo trimestre del 2015, e cioè 3,827 miliardi di dollari. Calcolatrice alla mano, ogni minuto di malfunzionamento del social costa alla società poco meno di 30.000 dollari in termini di ricavi pubblicitari persi.

Il racconto delle catastrofi Internet è una storia parallela a quella dei suoi successi. L’11 agosto 2008 Gmail si è bloccato per due ore. E quando il servizio di posta più usato al mondo (e il più affidabile) va offline, gran parte delle comunicazioni del mondo si fermano. Quando poi, il 17 agosto 2013, l’infrastruttura di Mountain View si bloccò per soli due minuti, il traffico globale di Internet crollò del 40%. È una strana coincidenza, ma i più grandi blackout della storia di Internet si sono sempre verificati tra i mesi estivi e l’inizio del’autunno.