I piccoli smartphone consumano più di un ingombrante frigorifero

Per tenere accesi i nostri cellulari di ultima generazione consumiamo il 10% dell'energia mondiale. Con lo stesso quantitativo trent'anni fa si sarebbe illuminato tutto il mondo

Non sono (sempre) le dimensioni a determinare i consumi. Lo sanno bene i proprietari di oggettini dall'ingombro ridotto, vedi smartphone e tablet, che sanno però altrettanto bene quanto tempo gli stessi apparecchi rimangano attaccati alla corrente, avidi consumatori dell'elettricità di casa.

Secondo il quotidiano francese Le Figaro, che si è posto la domanda, un frigorifero consuma meno di un cellulare di ultima generazione. Uno studio realizzato da Mark Mills, esperto di energia, ha messo a confronto l'ingombrante elettrodomestico con il piccolo smartphone, scoprendo che se per far rimanere al fresco le nostre bibite bastano 322 kilowattora all'anno, per far rimanere acceso il nostro telefonino per lo stesso periodo di tempo ne servono 361.

Lo studio citato dal Figaro va oltre gli smartphone e spiega che sono tutte le tecnologie Itc a consumare parecchio, succhiando circa il 10% della produzione mondiale di energia. Con lo stesso quantitativo di corrente, nel 1985 si sarebbe illuminato tutto il mondo. Per ricaricare i nostri cellulari serve, in sostanza, l'intera produzione di Giappone e Germania.