L’Esa al Forum della pace ha presentato la propria visione spaziale

Per l’Agenzia europea il Moon Village è l’occasione per una collaborazione globale nell'esplorazione dello spazio

L’Agenzia Spaziale Europea, davanti ad oltre 60 capi di stato internazionali, ha presentato, alla prima edizione del Paris Peace Forum, la propria visione spaziale auspicando una collaborazione globale nell'esplorazione dello spazio con obiettivi pacifici. L’Esa, tramite l’ex astronauta Claudie Haignerè, ha colto l’occasione per ribadire che l’ambizioso progetto Moon Village, obiettivo primario delle agenzie spaziali, si deve basare sul coinvolgimento di tutta l’umanità, abbandonando l’approccio competitivo che, fino ad ora, ha contraddistinto l’esplorazione spaziale.

Il concetto di Moon Village è stato introdotto alcuni anni fa. Inizialmente era una semplice proposta per il post Iss (Stazione Spaziale Internazionale), ma con l’avvicinarsi della fine del progetto della stazione internazionale, i piani per tornare stabilmente sulla Luna hanno acquisito sempre più interesse. Tanto che negli ultimi anni hanno cominciato a vedere la luce diverse missioni ed innumerevoli progetti, tra cui il Portale Lunare (Lunar Gateway), che puntano, nell’arco di un decennio, a riportare l’uomo sul nostro satellite.

Nel corso del suo intervento la Haignerè ha ribadito come “La domanda non è se l'umanità tornerà sulla Luna, ma piuttosto quando e chi. Ma ci si deve muovere insieme verso questo nuovo passo dell'espansione del genere umano, lasciando da parte le nostre divisioni e rivalità nazionali. Mentre ci spostiamo dal nostro pianeta cogliamo l'opportunità di pensare in modo diverso in termini di cooperazione multilaterale.”

L’Esa è convinta che un approccio globale massimizzerebbe i risultati, consentendo una più ampia partecipazione ed ispirando le generazioni più giovani. In quest’ottica, l’Agenzia europea, ha incluso nei vari progetti anche partner apparentemente esterni al campo aerospaziale. Ma il villaggio lunare è l’occasione per radunare l’intera comunità internazionale attorno ad una visione globale, ed ogni nazione può pendervi parte indipendentemente dalla sua effettiva capacità spaziale. “Le generazioni del ventunesimo secolo saranno grate per questo affascinante sforzo”.