Morto Mario Segale, l'uomo che ispirò il nome di Super Mario Bros

È morto a 84 anni Mario Segale. Imprenditore italo-americano, "prestò" il suo nome al personaggio della Nintendo. Il motivo? Nel 1981 aveva affittato all'azienda di videogiochi il magazzino dove fu creata la saga di Super Mario Bros

È morto a 84 anni Mario Segale. Wikipedia lo descrive come "un imprenditore coinvolto in alcuni progetti urbanistici nell'area di Seattle fin dagli anni Cinquanta", per poi operare nel settore dell'asfalto e dell'edilizia. Un self made man come tanti ce ne sono stati negli Usa del secondo dopoguerra. Pochi sanno che Super Mario Bros, protagonista dell'omonimo videogioco della Nintendo, ha preso il nome proprio da quello di Segale per una storia che mette insieme problemi economici e videogames.

Nel 1981, Donkey Kong - il primo gioco con protagonista il simpatico idraulico coi baffi - era ancora nella mente del suo creatore Shigeru Miyamoto. A quei tempi la Nintendo, ancora lontana dal diventare quello che è oggi, aveva affittato uno dei magazzini di proprietà di Segale per trasformarlo nel suo quartier generale. L'azienda non se la passava bene e di soldi per pagare l'affitto neanche l'ombra. Di qui la decisione del presidente della Nintendo of America, Minoru Arakawa, di invitare Segale negli uffici dell'azienda. Bisognava prendere tempo, convincendo l'imprenditore a posticipare il momento dell'incasso.

La Nintendo fece un sospiro di sollievo e continuò a lavorare sul videogioco che l'avrebbe resa famosa in tutto il mondo. I protagonisti dovevano essere Jumpman e Lady, ma i loro nomi erano in stand-by. Bisognava trovarne altri due convincenti. Arakawa e soci li trovarono ispirandosi all'attualità. Lady divenne Paulina "grazie" alla moglie di un impiegato della ditta, mentre Jumpman divenne Mario in onore di quell'uomo che, anche se controvoglia, aveva permesso all'azienda di rifiatare.

Oggi Mario, meglio noto come Super Mario Bros dal nome del gioco che lo ha reso celebre in tutto il mondo, è la mascotte della Nintendo. Se milioni di giocatori in tutto il mondo ci hanno giocato almeno una volta nella loro vita, è anche merito di questo burbero imprenditore italo-americano. Di recente Segale, scherzando, si vantava - ma con un filo di rammarico - di non avere mai preteso un dollaro di diritti dalla oggi ricca azienda giapponese. Da lui salvata a pochi passi dalla chiusura.