La Nasa è finalmente pronta a sostituire lo Space Shuttle

L’agenzia americana e SpaceX si preparano al primo lancio con equipaggio per la Stazione Spaziale Internazionale previsto per aprile 2019

Dall’uscita di scena dello Space Shuttle avvenuta nel lontano luglio 2011, l’unica navetta rimasta in grado di trasportare gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) è la Sojuz; la Nasa già dal 2014, anche a fronte di un accordo non rinnovato in scadenza il prossimo anno con l’agenzia spaziale russa, ha deciso di commissionare i lanci con equipaggio a bordo ad aziende private: Boeing e SpaceX. Questa risoluzione consentirà all’agenzia americana di poter dedicare più tempo e risorse per gestire al meglio le missioni spaziali.

Come riportato sul sito della Nasa, il programma commerciale con la SpaceX è prossimo ai lanci di prova, e il primo test con equipaggio a bordo è previsto per l’aprile 2019, missione Demo-2, con gli astronauti Bob Behnken e Doug Hurley. La navicella spaziale progettata dall’azienda di Elon Musk si chiama Crew Dragon e, come la “gemella” Starliner della Boeing, non è soltanto in grado di sostituire lo Space Shuttle ma è un nuovo mezzo di trasporto che sarà alla base della realizzazione della base lunare e successivamente potrebbe essere impiegato per inviare i primi equipaggi umani su Marte.

La Crew Dragon portata in orbita dal razzo Falcon 9, gestita interamente tramite touchscreen con solo sei pulsanti azionabili per altrettante emergenze e grazie alla possibilità di ospitare comodamente fino a sette astronauti (più del doppio rispetto a quelli imbarcati nella navetta Sojuz), rappresenta una rivoluzione nel campo dell’esplorazione dello spazio. Ma prima che possa diventare a tutti gli effetti operativa deve essere certificata dalla Nasa.

Con i primi lanci di prova previsti per il prossimo novembre, l'agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale americano ha definito con SpaceX le procedure preliminari che saranno adottate su ogni lancio. In accordo con il piano proposto dall’azienda aerospaziale con sede in California, si è deciso di procedere ad alimentare il razzo dopo che gli astronauti saranno a posto. Soluzione mai adottata fino ad ora.

"Per prendere questa decisione, i nostri team hanno condotto un'analisi approfondita delle operazioni a terra di SpaceX, progettazione dei veicoli di lancio, sistemi di fuga e storia operativa", ha affermato Kathy Lueders, responsabile del programma commerciale della Nasa. "La sicurezza per il nostro personale è stata la causa di questa analisi e questo piano presenta il rischio minore".

La Nasa è convinta che Boeing e SpaceX restituiranno agli americani la capacità di lanciare in orbita i propri astronauti utilizzando veicoli spaziali a stelle e strisce, ma la posta in gioco è più alta di quanto si pensa. Se ci dovessero essere problemi nella fase di omologazione delle due navicelle (Crew Dragon e Starliner) gli Stati Uniti non solo rischiano di dover posticipare o addirittura annullare le sei missioni previste per i prossimi cinque anni, ma corrono il rischio di non avere più accesso allo spazio nell’immediato futuro, salvo onerosi accordi con la Russia.