Il boom di Pokemon Go? "Non si sono inventati nulla, funziona il brand"

L'app in poco più di sette giorni è riuscita a diventare il più grande videogioco mobile della storia degli Stati Uniti

Dopo l'uscita di Pokemon Go, vediamo per strada bambini e adolescenti alla ricerca di Pikachu a Times Square, ma anche ultratrentenni muniti di smartphone con creature leggendarie nel mirino in pieno centro a Milano e Roma. Non è un cartone animato made in Giappone, ma sono gli scenari che ormai si vedono dagli Stati Uniti all'Italia, passando per Australia e Regno Unito, grazie al fenomeno Pokemon Go, il videogioco disponibile gratuitamente per Android e iOS basato sui mostricciatoli ideati da Satoshi Tajiri nel 1996.

L'app, nata dalla collaborazione tra Niantic Labs, The Pokémon Company e Nintendo, in poco più di sette giorni è riuscita a diventare il più grande videogioco mobile della storia degli Stati Uniti, con circa 21 milioni di utenti attivi al giorno, che restano connessi più a lungo rispetto a chi entra su Facebook.

Ma qual è il suo segreto, che ha permesso a Nintendo di incassare già quasi 2 milioni di dollari al giorno? "A livello tecnologico non c'è nulla di nuovo, non si sono inventati nulla che non si sia già visto negli ultimi sei anni. Niantic ha usato lo stesso sistema di Ingress, che ha avuto un discreto successo: qui funziona il brand, è come fare ora un gioco della Disney, ci giocherebbero i bambini ma anche i 30enni che sono cresciuti con quei film. È una combinazione perfetta tra franchise e tecnologia", spiega Vincenzo Lettera, di Multiplayer.it, portale online di videogiochi, vera e propria "Bibbia" per i gamer italiani.

"Nessuno si aspettava un boom del genere, anche se è Pokemon e il gioco è gratis, stupisce che quella barriera che poteva esserci su iOS dovendosi creare un account straniero o su Android non ha ostacolato persone che di solito non sono molto smanettone, il passaparola ha permesso di accedere prima al gioco. È una roba mai vista, a Santa Monica e Sidney si sono viste folle di sera come ad un concerto, in realtà cercavano di catturare un Ivysaur. Ha superato Twitter, sta raggiungendo Snapchat e Google Maps per utenti attivi", ha spiegato ancora Lettera.

E per quel che riguarda i risvolti commerciali, ecco cosa rivela: "Il passo successivo è già previsto con collaborazioni con catene tipo McDonad's, magari con promozioni tipo vieni da noi oggi ed è più facile catturare creature leggendarie. Ma c'è di più: per i gestori dei locali e per chi vive di turismo è un opportunità notevole. Infatti il gioco dà la possibilità di inserire un'esca ad un Pokestop (le stazioni per ricaricare i propri avatar, ndr) per mezz'ora: in questa maniera si attirano più Pokemon e diventa visibile a tutti gli utenti. Acquistando un pacchetto di 100 dollari di moduli esca, con un dollaro all'ora puoi tenere sempre attivo il Pokestop attirando le persone sei hai un locale nelle vicinanze. Con lo stesso sistema un gruppo di criminali ha utilizzato il gioco in Missouri, negli Usa, per attirare utenti e rapinarli".

Infine, una previsione sul futuro: "Se sarà un successo passeggero? Immagino diventerà una cosa globale, in Italia bisognerà vedere quanto durerà il fenomeno: questi boom nell'epoca Facebook si consumano in pochissimo tempo, ma potrebbe restare una user-base molto forte. Con i download ufficiali scopriremo anche i dati veri, ma se vado in strada oggi vedo ragazzi di ogni età che giocano o che stanno in piazza, è già pervasivo. A molti la mania sta lasciando perplessi, ma sta unendo le persone e creando una community, che dopotutto si è formata in oltre 20 anni e oltre 700 Pokemon".