Torna Napster. Ma stavolta è legale

Il simbolo della pirateria digitale torna come portale in cui acquistare e ascoltare musica

Da icona della pirateria digitale a distributore (legale) di musica. È passato oltre un decennio da quando Napster, il programma di file sharing per eccellenza, è stato costretto a chiudere i battenti per ripetuta violazione del copyright. A 12 anni di distanza, la pirateria sul web è tutt'altro che sconfitta, ma i portali e le app che permettono di ascoltare musica legalmente si moltiplicano.

È in un mercato più maturo rispetto a dieci anni fa, in cui l'idea di comprare musica anche su internet è ben accetta dai più, che Napster torna in Italia, con un portale che propone - al costo mensile di 9,95 euro - oltre 20 milioni di titoli a disposizione degli appassionati – sia online che offline – che possono essere ascoltati anche su smartphone e tablet grazie a un app per iOs e Android. "Sul fronte digitale nel 2012 il mercato italiano è cresciuto del 29.5% in più rispetto all’anno precedente”, afferma Thorsten Schliesche, Napster senior vice president e general manager per l'Europa, “È così importante lanciare Napster in un mercato che ha già mostrato un 13% di crescita nel primo quadrimestre 2013: ciò significa che possiamo contribuire a questo così positivo trend attraverso un’offerta molto particolare e innovativa”.

Oltre al lancio odierno in Italia, Napster viene presentato in altri 13 paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Francia, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Olanda), mentre è già affermato in Germania, Regno Unito e Usa (dove è persente con il marchio Rhapsody International). "Il nostro obiettivo è offrire agli appassionati la possibilità di scoprire la musica in modo flessibile e personale, sia che si tratti delle ultime performance dei grandi artisti internazionali o di nuovi album di artisti locali emergenti” ha detto Jon Irwin, presidente di Rhapsody International, Inc. “Per la diffusione di Napster abbiamo puntato su strategie di partnership al fine di consentire l’ascolto agli utenti sui dispositivi preferiti, ovunque abbiano a trovarsi”.