Usa, indagine antitrust sui colossi della Silicon Valley

Nel mirino del Dipartimento di giustizia ci sono Facebook, Apple, Google e Amazon

Il governo degli Stati Uniti mette nel mirino i colossi dell'economia digitale della Silicon Valley. È di oggi l'annuncio del Dipartimento di giustizia Usa che "che la Divisione Antitrust del Dipartimento sta esaminando se e in che modo le piattaforme online leader di mercato hanno raggiunto il potere" e se queste ultime stanno adottanto "pratiche che hanno ridotto la concorrenza, soffocato l'innovazione o danneggiato in altro modo i consumatori". Il Dipartimento di giustizia del governo americano fa sapere che verranno prese in considerazione "le preoccupazioni diffuse che consumatori, aziende e imprenditori hanno espresso in merito alla ricerca, ai social media e ad alcuni servizi al dettaglio online".

"Senza la disciplina di una significativa concorrenza basata sul mercato, le piattaforme digitali possono agire in modi che non rispondono alle richieste dei consumatori", ha affermato il vice procuratore generale Makan Delrahim della divisione antitrust. "La divisione antitrust del Dipartimento esplorerà questi importanti problemi". L'obiettivo, prosegue la nota ufficiale, "è quello di valutare le condizioni della concorrenza nel mercato online in modo obiettivo ed equo" nonché "garantire agli americani l'accesso ai mercati liberi in cui le aziende competono nel merito per fornire i servizi che gli utenti desiderano. Se vengono identificate violazioni della legge, il Dipartimento procederà in modo appropriato per ottenere un risarcimento". Le voci su una possibile indagine antitrust erano già circolate lo scorso mese e avevano fatto crollare in borsa i titoli di Amazon, Facebook e Google.

Nel comunicato del Dipartimento non si fanno esplicitamente i nomi delle società le cui attività verranno messe sotto la lente d'ingradimento della giustizia ma il Wall Street Journal ha confermato che l'indagine riguarderà i giganti del settore hi-tech come Apple, Google, Amazon e Facebook. Secondo il segretario del Tesoro Usa Steven Mnuchin "Amazon ha distrutto l'industria retail degli Stati Uniti", ed è giusto che il dipartimento di Giustizia cerchi di far chiarezza sulle sue attività. L'indagine piomba sulle multinazionali della Silicon Valley nonostante Facebook e Amazon abbiano speso ciascuno oltre 4 milioni di dollari in attività di lobbying nel secondo trimestre del 2019, come rileva la Cnbc. Google ha speso un po' meno, fermandosi a 2,9 milioni nello stesso periodo, continuando un trend di riduzione della spesa per tale attività. Anche Apple ha anche aumentato le spese di lobbying rispetto allo scorso anno, spendendo 1,8 milioni di dollari rispetto ai 1,6 milioni di dollari nello stesso trimestre del 2018. Microsoft ha investito infine 2,7 milioni di dollari, rispetto ai 2,6 milioni nel secondo trimestre 2018.

Nella giornata di ieri, peraltro, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva incontrato gli amministratori delegati di sette delle maggiori aziende tecnologiche americane, fra le quali Google e Qualcomm. Al centro del confronto anche il caso Huawei, inserita dagli Stati Uniti nella lista nera commerciale. "Gli amministratori delegati hanno espresso il loro forte sostegno per le politiche del presidente, le restrizioni agli acquisti e alle vendite a Huawei" afferma la Casa Bianca, sottolineando che le aziende americane hanno chiesto che le licenze per continuare a vendere a Huawei vengano rilasciate tempestivamente dal Dipartimento del Commercio.