Vent'anni di PlayStation tra rivoluzione, successo e qualche critica

La console della Sony festeggia il ventesimo anniversario nonostante alcune polemiche e lancia il nuovo casco virtuale

Non è certo un'eresia dire che quando la PlayStation entrò nelle sale di milioni di persone, altrettanti milioni di sale giochi tirarono giù la serranda per sempre: 9 settembre 1995, la Sony dichiarava a gran voce l’inizio della rivoluzione nel mondo dei games, fino a quel giorno duopolizzato da Sega e Nintendo.

All’epoca i programmi per personal computer andavano forte anche sotto il profilo dell’entertainment: farsi una partitella a Fifa o darsele di santa ragione a Street Fighter davanti allo schermo del pc era la droga pomeridiana di molti studenti che mandavano all’aria i libri scolastici. Ecco allora comparire in Nord America la prima Playstation, che offriva qualcosa di più intrigante: l’esecuzione dei giochi in CD-ROM. Da lì la commercializzazione sempre più esigua dei games per pc, per non parlare del malinconico destino delle sale giochi, chiuse e ribaltate. Oggi siamo giunti alla PlayStation 4. L’acerrima rivale è la Xbox, sul mercato dal 2001.

Per celebrare il ventesimo anniversario del primo modello, la società giapponese ha diffuso sul web una clip che ripercorre la storia delle varie console e, a margine del momento amarcord, lancia Project Morpheus, il casco per la realtà virtuale disponibile dal 29 gennaio 2016. Ma in questi vent’anni non è stato proprio tutto giochi e fiori per la PlayStation che, se da una parte ha il merito straordinario di consentire agli utenti dell’intero pianeta di sfidarsi in rete, dall’altra deve rispondere a tantissime critiche per via di una piattaforma online ancora claudicante, soggetta a black out che troppo spesso mettono offline l'intero network. Sony è certosinamente all’opera per migliorarne il funzionamento. Anche perché la Xbox non resta mica a guardare.