Il videogame del weekend: Tom Clancy's Splinter Cell: Blackist

E’ una delle saghe videoludiche più longeve degli ultimi temp. L’uscita, in questi giorni, del nuovo capitolo dell’action stealth, ribattezzato da Ubisoft come Blacklist, era atteso almeno per due motivi

E’ una delle saghe videoludiche più longeve degli ultimi tempi. Con undici anni alle spalle e vari titoli prodotti (oltre a sei romanzi e un film in lavorazione che avrà come protagonista Tom Hardy), non sono in molti a poter vantare un curriculum come quello di Tom Clancy’s Splinter Cell, 27 milioni di copie vendute nel mondo condite da azione e, visto chi firma la serie (la sceneggiatura è stata scritta e ideata dall’autore di thriller Tom Clancy), tanto spionaggio.

L’uscita, in questi giorni, del nuovo capitolo dell’action stealth, ribattezzato da Ubisoft come Blacklist, era atteso almeno per due motivi. Da una parte, per salutare il ritorno di Luca Ward come doppiatore del protagonista Sam Fisher. Dall’altra, per capire se dopo il precedente (e controverso) Conviction, ci sarebbe stata una sorta di ritorno alle origini. La risposta è affermativa.

Anzi, si può dire che questo potrebbe tranquillamente essere giudicato come il miglior capitolo della saga. Un gruppo di terroristi, denominato «gli ingegneri», con presenze non solo in tutto il mondo ma anche a livello governativo, vuole che gli Usa ritirino le truppe dai paesi stranieri (sono presenti in due terzi degli stati del pianeta).

Se così non fosse, sarà attuata la Blacklist, minaccia non da poco che si traduce in attentati terroristici, uno ogni sette giorni, contro obiettivi strategici. Sam è a capo (per la prima volta nella serie) della 4th Echelon, squadra che risponde direttamente al Presidente, e che dovrà fermare i cattivi a ogni costo. Un tema decisamente sempre più attuale. Con lui, operano Charlie Cole, tecnico informatico, Grim, responsabile delle operazioni, e l’agente speciale Isaac Briggs. Una trama semplice e lineare che non richiede particolari sforzi per seguire eventi che partono da un attacco alla base statunitense sull’isola di Guam.

A colpire è certamente il ritorno al passato. Basta strizzare gli occhi esclusivamente alle masse, come negli ultimi titoli, e via con pacche sulle spalle ai fedeli della prima ora. Il risultato è un perfetto compromesso che finisce per accontentare tutti. Ad esempio, bentornato buio. Che bello ritrovarsi nelle vecchie atmosfere scure, con lampadine da neutralizzare, interruttori da spegnere e guardie da aggirare con passo felpato, come ombre che camminano.

Tre le metodologie di gioco. Con Fantasma, come si intuisce dal titolo, si dovrà agire senza farsi notare dai nemici. Con Panther, invece, si eliminano gli avversari attraverso l’assassinio silenzioso. Infine, Assalto, vi mette armi in pugno con uno shooter in terza persona. Sta a noi scegliere, durante il gioco, quale tattica usare. I nemici, se allertati, diventano insidiosi e non crediate, ripetendo più e più volte il percorso, dopo una ricarica della sezione, di ritrovarli dove li avevate lasciati nel tentativo precedente. Insomma, non sarà facile portare a termine le missioni anche se tentare di aggirarli sembra essere la tattica migliore. Divertenti anche i gadget messi a disposizione.

Corposo il multiplayer e la modalità co-op che merita di essere giocata. E poi c’è la chicca del doppiaggio di Ward che merita, solo per questo, un punto in più. Un titolo da 9 per dire bentornato Sam. E se avete qualche euro in più da investire, consigliamo l’edizione speciale con action figure di Sam Fisher.