WhatsApp: tutti i cellulari che non potranno più utilizzarlo

L'elenco completo dei dispositivi che non potranno più utilizzare l'App nei prossimi mesi: come capire la versione e se sarà necessario il cambio di smatphone

WhatsApp si prepara ad abbandonare alcuni vecchi device per un necessario aggiornamento. Da tempo la notizia era nell’aria e ormai è ufficiale.

Le nuove funzioni, gli aggiornamenti e le feature inserite soprattutto negli ultimi mesi hanno richiesto un’evidente ottimizzazione delle risorse e delle specifiche degli smartphone, ormai non più garantite dai device più datati.

I primi a perdere l’uso del servizio saranno i possessori di smartphone dotati di sistema operativo Windows Phone: per loro, dicembre 2019 sarà la definitiva data in cui cambiare terminale.

Del resto, l’OS di casa Microsoft non ha avuto molto successo, relegandolo in una fascia molto ristretta del famelico mercato mobile.

Più fortunati i possessori di melafonini o sistemi Android: non sarà più possibile installare o utilizzare il programma per la messaggistica online sui telefoni dal 1° febbraio 2020. Di seguito, le versioni interessate:

  • Android aggiornato alla versione 2.3.7 o precedente.
  • iPhone aggiornati con versione di iOS 7 o precedente.

In pratica, tolti i primissimi device, saranno in pochi i proprietari di sistemi Google a doversi preoccupare: in casa Apple invece risulta più importante l’impatto, avendo ancora molti iPhone 4S o 5 installata la versione di iOs 7.

Nel caso si voglia controllare l’esatta release disponibile sul proprio smartphone, potremo scoprirlo seguendo i seguenti passaggi:

  • Per Android: “Impostazioni - Sistema -> Informazioni” ove sarà indicato quale aggiornamento del sistema operativo si stia utilizzato.
  • Per iOS: “Impostazioni - Generali -> Info/Aggiornamento software” e verrà indicata la release installata del sistema operativo.

Risulta invece già disattivato il servizio sui Nokia S40 e S60, BlackBerry OS e BlackBerry 10, dal Dicembre 2017: il pioniere dei moderni smartphone, per anni preferito dai presidenti americani, ha da tempo segnato il passo verso la concorrenza.