Tedesco contro la Bindi: "Lei ha voluto in lista il recordman di assenze"

Dopo l'invettiva della Bindi, Tedesco la invita a non fare la moralista: "Vuole le mie dimissioni? Le chieda a Gaglione che lei ha imposto in lista". Gaglione vanta lo 0,3% di presenze ma non si dimette

Roma - "Io sono un uomo concreto, l’ho detto tante volte. Se devo andare in parlamento solo per ratificare provvedimenti legislativi del governo, preferisco non andarci. Proprio in questi giorni vengono resi noti i dati sulla inattività parlamentare, non si legifera più, questo è il vero cancro della nostra assise". Parola di Antonio Gaglione, deputato brindisino che può vantare una presenza a Montecitorio pressocché vicina allo zero assoluto. Come se varcare la soglia di Montecitorio gli facesse venire una strana allergia. I buonisti lo potrebbero pensare all'estero in missione. Macchè. Anche su quel fronte l'impegno di Gaglione vanta percentuali bulgare.

A puntare il dito contro il deputato brindisino è stato il senatore pd Alberto Tedesco, imbufalito contro Rosy Bindi che lo invitava seccamente a lasciare Palazzo Madama. Un'invettiva, quella della presidente democratica, che non è andata giù a Tedesco che le ha fatto notare che a Montecitorio siede un deputato (Gaglione, appunto) messo a forza in lista da lei e che non combina un'accidenti. "Il moralismo della Bindi mi fa orrore. E non da oggi. Sono vent'anni che la vedo invocare manette e galera con un livore indegno di una persona civile. Lei chiede le dimissioni a me? Ma si guardi intorno! Le chieda al parlamentare più assenteista del mondo, Gaglione, che lei ha imposto in lista, lei ha costretto il Pd ad eleggere in Puglia". Una esagerazione? Per Tedesco parlano i numeri: di professione medico angiologo con studio a Villa Bianca (in provincia di Bari), Gaglione colleziona dal 2008 a oggi oltre il 90 per cento di assenze. Non contento, quest’anno è in gara per battere il suo stesso record: a Montecitorio l'hanno visto a dir tanto lo 0,3 per cento delle volte. D'altre parte, stando a quanto scriveva l’Espresso lo scorso febbraio, di angioplastiche Gaglione ne ha eseguite 20mila nel corso della sua intera carriera.

In questi tempi in cui il sentimento contrario alla "casta", Gaglione riesce ad attirare l'odio di molte persone. Tanto che su Facebook è nata anche una pagina per ricordare al deputato brindisino che, "intervistato dopo il conseguimento del record aveva promesso le dimissioni". "A tutt'oggi siede, o meglio, non siede in parlamento - si legge su Facebook - percepisce lo stipendio e pratica a tempo persa l'attività di medico chirurgo". Al di là delle continue assenze, Gaglione non manca certo di percepire lo stipendio da parlamentare. Non solo. Secondo quanto riportato da Daw-blog (leggi qui), infatti, il deputato pugliese "rivendica con orgoglio di lavorare per davvero a Bari e i 500mila euro annui dichiarati sembrano confermarlo".

Il tandem tra Gaglione e la Bindi ha radici profonde. Alla nascita del Partito democratico, in occasione delle prime elezioni primarie per l’elezione del segretario nazionale e dei segretari regionali, Gaglione è in coppia con la Bindi che si dice "onorata del suo appoggio". I due perdono, ma l'esponente brindisino segretario provincialedi Brindisi. Carica che lascia pochi mesi dopo a causa dei "troppi impegni istituzionali". Alle nuove elezioni politiche Gaglione corre ancora col Pd: in lista a Montecitorio è undicesimo. Un posto abbastanza sicuro. Tant'è che viene eletto. E Gaglione sparisce. Il Pd non lo vedrà nemmeno più perchè il deputato passerà al Gruppo Misto per il "crescente disagio per la gestione della sanità locale". 

Anche nel Gruppo Misto Gaglione non cambia attitudine. Alla Camera non si presenta (quasi) mai. "Lavorare in parlamento è frustrante - dice - una violenza contro la persona".