Il teenager devoto ad Allah

Hasib Mir Hussain, 19 anni. Aveva lasciato la scuola meno di due anni fa e da allora era diventato molto religioso. I giornali britannici lo hanno soprannominato «il kamikaze teenager», il più giovane dei quattro, quello che il 7 luglio si è fatto esplodere sull’autobus numero 30. Quella di Hasib era una vita uguale a quella di tanti altri adolescenti di provincia: nato e cresciuto a Leeds da una famiglia pachistana, viveva in un quartiere di periferia con i genitori e i tre fratelli. A scuola non aveva buoni voti e aveva superato solo un esame di economia prima di abbandonare gli studi. I vicini lo descrivono come un ragazzo «scapestrato qualche anno fa» ma che aveva messo la testa a posto da 18 mesi a questa parte, da quando, cioè, era diventato un religioso molto devoto. Anche lui si è recato sei mesi in Afghanistan e in Pakistan. Secondo un amico di famiglia il fratello maggiore di Hasib era preoccupato da quando il ragazzo aveva cominciato a portare lunghi abiti bianchi. Ma non riteneva che sarebbe stato così pericoloso per lui dedicarsi alla religione.