Teheran, la folla dà l’assalto all’ambasciata britannica

La polizia ha respinto a fatica i manifestanti: nella capitale iraniana non esiste alcuna rappresentanza diplomatica Usa

Una rivolta preparata dalla propaganda, dopo che per giorni Mahmud Ahmadinejad aveva inneggiato alla distruzione di Israele e dei Paesi che sostengono lo Stato ebraico: ieri una cinquantina di studenti iraniani ha attaccato l’ambasciata inglese a Teheran. Sassi e bombe molotov sono state lanciate verso la sede diplomatica di Londra, il cui governo viene considerato nemico dell’intero Islam. Migliaia di persone hanno preso parte alla manifestazione organizzata dal governo di Teheran contro l'offensiva israeliana in Libano. I manifestanti, la maggior parte dei quali sono miliziani Bassidj, hanno dato alle fiamme bandiere americane e israeliane, scandendo slogan contro i due Paesi e a sostegno di Hezbollah.
A Teheran, dove gli Usa non hanno alcuna rappresentanza diplomatica, la missione britannica è spesso oggetto di contestazioni. Un cordone di agenti è riuscito a bloccare i manifestanti che, irrompendo da una strada laterale, avevano tentato di scalare il muro di cinta dell'edificio.
Il sostegno a Hezbollah attraversa tutto il mondo islamico. Migliaia di fedeli musulmani si sono riuniti al Cairo nella moschea di Al Azhar per pregare a favore della vittoria del partito di Dio. «Possa Allah infliggere la sconfitta agli ebrei», così lo sceicco Eid Abdel Hamid ha esortato all’unità tutti i musulmani, ricordando loro come Israele rappresenti la principale minaccia alla propria esistenza. Oltre duemila fedeli hanno tentato di manifestare all'esterno della moschea ma sono stati fermati da un imponente dispiegamento di forze di polizia. In Egitto, dall'inizio del conflitto in Libano, si sono tenute quasi ogni giorno cortei a sostegno di Hezbollah, anche se quella di ieri è la prima alla quale ha partecipato un numero consistente di fedeli.
Manifestazioni analoghe si sono tenute anche a Damasco, in Arabia Saudita e a Bagdad. Nella capitale irachena migliaia di sciiti si sono riversati in piazza, per sostenere la lotta libanese. Sventolando le bandiere irachene e il drappo giallo degli Hezbollah - che secondo l’agenzia di stampa egiziana Fars potrebbe contare su oltre centomila combattenti pronti al martirio nel conflitto con Israele - i manifestanti hanno marciato per le strade di Sadr City, bruciando bandiere americane, britanniche e israeliane e urlando slogan contro i Paesi considerati nemici dell’Islam.
La guerra in Libano rischia di avere anche delle ripercussioni commerciali per Israele e gli Stati Uniti. Il partito musulmano indonesiano ha infatti invitato la popolazione a boicottare i prodotti provenienti dai Paesi che non sostengono il Libano. L’ennesima conseguenza negativa di un conflitto la cui fine appare ogni giorno più lontana.\