Teheran pronta a lanciare un satellite spia

Il progetto serve soprattutto per sperimentare il missile che farà da vettore e che in futuro potrà anche portare una testata nucleare

Un satellite spia e un nuovo missile balistico a raggio intermedio, capace di portare una testata nucleare, questi i reali obiettivi dell’imminente lancio di un vettore spaziale iraniano, rivelato dalla rivista statunitense Aviation Week & Space Technology, confermato sia dall’intelligence statunitense sia dalle stesse autorità iraniane. Il presidente della Commissione parlamentare iraniana per la sicurezza nazionale e la politica estera, Alaoddin Boroujerdi, ha infatti parlato del progetto durante un incontro con studenti e religiosi iraniani nella città santa di Qom.
Il lancio dovrebbe aver luogo dopo la conclusione dell’ennesimo ciclo di esercitazioni condotto dalle forze armate iraniane, nel corso del quale sono stati usati diversi razzi pesanti d’artiglieria e missili balistici tattici a breve raggio Fajr-5 e Zelzal. Ma il lancio di un vettore spaziale ha un valore politico, strategico e tecnico-militare completamente diverso: testimonierebbe la capacità iraniana di inviare satelliti nello spazio e consentirebbe di testare una variante a raggio incrementato degli attuali missili balistici.
Nel primo test è probabile che l’Iran cerchi di mettere in orbita un carico dimostrativo, ma il passo successivo sarebbe sicuramente un dispositivo da osservazione rudimentale: basta un satellite da 300 kg per ottenere immagini magari non molto dettagliate, ma sufficienti ad esempio per scoprire la presenza di navi o aerei americani nel Golfo o per dare un’occhiata agli aeroporti israeliani. Del resto Israele da tempo ha una capacità di osservazione militare grazie a generazioni di piccoli satelliti spia, messi in orbita da vettori realizzati autonomamente, come lo Shavit, e che a loro volta hanno punti di contatto con i missili balistici a testata nucleare in servizio. L’Iran sembra voler seguire lo stesso percorso. Il vettore che metterà in orbita il satellite è un derivato dal missile balistico Shahab-3, oggi accreditato di una gittata di non più di 1.600 km. La versione razzo vettore dovrebbe combinare un primo stadio Shahab a propellenti liquidi con almeno due razzi ausiliari a propellenti solidi, poi il motore di un missile Scud, sempre alimentato a liquidi, sormontato da un terzo stadio a solidi, forse di derivazione cinese, per l’iniezione in orbita del satellite. Un bestione da oltre 30 tonnellate che, nella versione missile balistico, invece di un satellite trasporterà una testata nucleare a una distanza di 2.000-2.500 km.
Affermando di effettuare lanci spaziali, l’Iran difenderà la natura «civile» dei suoi esperimenti, rispondendo alle inevitabili critiche internazionali. Un approccio dissimulato già seguito dalla Corea del Nord, non a caso uno dei partner dell’Iran nella sua corsa al missile.