Teheran proteggerà i siti nucleari con difese mobili fornite dai russi

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Andrea Nativi

Missili antiaerei e antimissile russi rafforzeranno presto le forze armate iraniane e renderanno molto più arduo, per un eventuale attaccante, colpire obiettivi strategici come le centrali, i laboratori e gli impianti nucleari. Perché non c'è dubbio che i nuovi Tor M-1 (Sa-15), che Mosca ha accettato di vendere al governo estremista islamico di Teheran saranno utilizzati per rafforzare le difese contraeree a protezione dei bersagli più significativi. Già oggi il meglio dei sistemi contraerei iraniani è schierato a protezione dei siti più importanti e suscettibili di attacco preventivo da parte di Israele o degli Stati Uniti. Ma sono armamenti relativamente obsoleti, in buona misura arrivati in Iran ai tempi dello Scià e ora afflitti da problemi di efficienza.
Il discorso è diverso per i nuovi Tor M-1. Si tratta complessivamente di 29 sistemi, che saranno forniti a un costo complessivo di 700 milioni di dollari e le cui consegne saranno completate entro il 2009. Ciascun Tor dispone di 8 missili pronti al lancio e dei relativi radar di scoperta e guida, montati su un telaio cingolato ad alta mobilità. Si tratta quindi di un sistema in grado di essere rischierato rapidamente dove necessario.
Il Tor è in grado di colpire aerei, elicotteri, velivoli senza pilota, ma anche missili o bombe guidate, fino ad una distanza di una dozzina di chilometri e ad una quota di quasi sei chilometri. Si tratta quindi di un sistema per la difesa ravvicinata. In Russia è entrato in servizio alla fine degli anni '80 e una versione migliorata è stata introdotta intorno al 1992. La variante export è stata ulteriormente affinata ed è stata ordinata anche dalla Grecia, che aveva firmato un contratto per 21 sistemi, con altri 29 in opzione. Le opzioni non sono poi state esercitate e i Tor in questione sembrano ora avere trovato un nuovo acquirente.
Il Tor di per sé non è in grado di fornire una protezione completa, ma costituisce l'elemento iniziale di un sistema di difesa stratificato. Il suo compagno ideale è l'S-300 (SA-10), per la difesa d'aerea e d'alta quota, che l'Iran ha più volte dimostrato di apprezzare, ma che la Russia, finora, ha evitato di vendere.
Per ora Mosca si è accontenta di fornire i Tor e un'altra serie di sistemi ed equipaggiamenti militari (che portano il valore totale dell'accordo a un miliardo di dollari). E ha respinto con fermezza le proteste di Washington e di Israele, sostenendo che gli equipaggiamenti che saranno forniti a Teheran sono assolutamente legittimi, hanno carattere difensivo e non violano alcun accordo. Certo, ragioni di opportunità avrebbero almeno suggerito di posticipare la firma e l'annuncio della commessa. Teheran ha comunque fretta di ottenere i suoi missili: il rischio di un embargo Onu sulle forniture militare non è più solo un’ipotesi.