Teheran, spari e cariche sulla folla: tre vittime

In decine di migliaia nelle strade di Teheran per l'anniversario della Rivoluzione islamica. Scontri: la polizia spara. Tra la folla poliziotti e miliziani Basij. Arrestata la nipote di Khomeini. Su Twitter: "Uccise almeno 3 persone". L'Ue: sostegno ai manifestanti

Teheran - Decine di migliaia di persone hanno invaso le strade di Teheran per celebrare il 31° anniversario della Rivoluzione islamica. Per soffocare le proteste, mescolati tra la folla ci sono anche poliziotti, uomini delle Guardie rivoluzionarie e miliziani Basij. Basta un attimo perché la situazione sfugga di mano. Cariche, spari e pestaggi. Il leader riformista Mehdi Karrubi e l’ex presidente Mohammad Khatami sono stati aggrediti dalle forze di sicurezza iraniane. E Twitter fa trapelare che tra la folla ci sarebbero almeno tre morti.

La repressione in piazza Si surriscalda il clima a Teheran. Un sito web dell’opposizione ha riferito che le forze dell’ordine hanno sparato colpi d’arma da fuoco e lanciato gas lacrimogeni contro sostenitori di Mirhossein Moussavi, durante una manifestazione organizzata dall’Onda verde. Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno preso di mira alcuni dimostranti che avevano iniziato a intonare slogan favorevoli all’opposizione a piazza Sadeqieh, che si trova a circa un chilometro di distanza dal massiccio raduno filogovernativo dove il presidente Mahmoud Ahmadinejad terrà il suo discorso. Attaccata anche l’auto di uno dei leader dell’opposizione, Mehdi Karoubi: infranti i finestrini e picchiato il leader riformista, che però sarebbe incolume e già tornato a casa. Lo stesso sito Jaras ha riferito che le forze dell’ordine hanno preso di mira anche l’ex presidente Mohammad Khatami.

Tre vittime tra la folla  Il tam-tam su Twitter, in arrivo dall’Iran, riferisce della morte di almeno tre persone: Leyla Zarei, una ragazza di 27 anni uccisa da un colpo d’arma da fuoco sulla piazza Vali Asr a Teheran, una persona non identificata nel quartiere di Shararak-e Gharb, nella capitale, e un’altra a Shiraz, nell’Iran meridionale. Nonostante la massiccia repressione, che ha imposto misure dracononiane ai media e ai collegamenti Internet e telefonici, alcune notizie sulle proteste dell’opposizione stanno filtrando in Occidente. Secondo i blog, scontri sono in corso anche dinanzi alla prigione di Evin, a nord di Teheran: in un video apparso su Youtube si vedono manifestanti che lanciano pietre, scandiscono slogan contro le forze dell’ordine e si sentono colpi d’arma da fuoco. La stessa notizia è stata riferita anche via telefono alla radio Epersian da un ascoltatore che ha partecipato alle proteste. Nessun organo ufficiale ha ancora confermato la morte della ragazza.

Dissidenti arrestati e rilasciati Numerosi anche le persone arrestate. Dopo pochi minuti di fermo, sono stati liberati Mohammad Reza Khatami (fratello dell’ex presidente Mohammad Khatami) e Zahra Eshraqi (nipote dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, nonché consorte di Mohammad Reza Khatami). Il sito riformista Rahesabz spiega che i coniugi Khatami erano stati arrestati stamattina dai servizi di sicurezza mentre stavano manifestando a fianco del movimento verde a Teheran. Secondo quanto riferisce Rahesabz, i coniugi sono stati liberati dalle forze di sicurezza dopo pochi minuti di fermo, con l’assicurazione che i coniugi avrebbero abbandonato la piazza.

L'Ue sta con i manifestanti L’Unione europea esprime il suo "sostegno" ai manifestanti in Iran. È quanto afferma, in una nota l’alto rappresentante Ue per la politica estera Catherine Ashton. In occasione dell’anniversario della rivoluzione islamica "l’Ue nota con grande preoccupazione che a un gran numero di iraniani è stato impedito di esprimere le proprie opinioni", sottolinea Ashton.

Ahmadinejad: "Prodotto uranio al 20%" "L’arricchimento del primo 'pacchetto' di uranio arricchito al 20% è stato completato nel sito di Natanz, in Iran", ha rannunciao il presidente Mahmud Ahmadinejad spiegando che le operazioni per l’arricchimento erano cominciate martedì, dopo che l’Iran, nei mesi scorsi, aveva rifiutato una proposta d’accordo con le grandi potenze per fare arricchire all’estero l’uranio, che necessita per alimentare un reattore con finalità mediche a Teheran. "In cambio - ha affermato Ahmadinejad, parlando davanti a centinaia di migliaia di persone nel 31esimo anniversario della rivoluzione - volevano portarci via il nostro uranio arricchito a più bassi livelli. Un segno del loro atteggiamento egemonico". Ahmadinejad ha poi attaccato il presidente americano Barack Obama: "Sta perdendo l’occasione di agire in modo corretto". "Vorremmo che Obama avesse successo nelle sue riforme, nel fare il bene del popolo americano e nel rimediare alle politiche disumane di Bush - ha affermato Ahmadinejad - non vogliamo che soccomba alla pressione di un banda di sionisti, ma sta perdendo l’occasione di agire in modo corretto".