Teheran, spari sui manifestanti

E' tornata la calma a Teheran dopo gli scontri di stamani. Cinquanta in manette

Teheran - E' tornata la calma nel centro di Teheran dopo gli scontri di stamani tra polizia e manifestanti dell’opposizione, con alcuni feriti e una cinquantina di persone arrestate. Gli scontri più gravi sono avvenuti sulla piazza Haft Tir, dove i dimostranti intendevano radunarsi per poi marciare verso la ex ambasciata Usa, dove si svolgeva un comizio del regime nel 30° anniversario dell’assalto alla sede diplomatica. Il sito Mow Camp ha riferito che l’ex candidato riformista alla presidenziali Karrubi sarebbe stato aggredito.

Feriti e arresti I dimostranti, tra i quali vi erano anche mullah del clero sciita, sono stati attaccati dalle forze antisommossa, agenti in borghese e miliziani islamici Basiji mentre ancora cercavano di radunarsi sulla grande piazza Haft Tir con l’intenzione di scendere verso l’ex ambasciata Usa, circa un chilometro a sud, dove era in corso un comizio organizzato dalle autorità. Gli agenti hanno preso a manganellate i manifestanti e lanciato lacrimogeni. Testimoni hanno riferito di aver visto diverse persone, con le mani ammanettate dietro la schiena, venire portate via dagli agenti su furgoni neri.

Lacrimogeni La polizia iraniana e alcuni uomini in abiti civili hanno sparato lacrimogeni per disperdere gruppi di manifestanti dell'opposizione che cercavano di radunarsi. 

Circondata la casa di Moussavi Le forze della sicurezza iraniane avrebbero circondato l’abitazione di Mir-Hossein Moussavi, il leader dell’Onda verde, impedendogli di unirsi alla manifestazione dell’opposizione. Lo ha riferito "Radio Farda" citando fonti vicine allo stesso Moussavi.