Ma «Teino» e «Gimmi» non sono pentiti

Fabrizio De André spiegava come nella «Città vecchia» vivessero «ladri e assassini» che però «se non sono gigli sono pur sempre figli, vittime di questo mondo». Grosso modo come «Gimmi» e «Teino» difesi a spada tratta dai «compagni» e soprattutto dai genitori. «Se non li arrestavano era meglio» dice il papà di «Teino». Mentre la mamma di «Gimmi» dà colpa alla società. Per cosa non si sa visto che i due «eroi», appena scarcerati, hanno annunciato che continueranno la lotta. Rassicurando tutti noi.
Milano, palazzo di giustizia, interno giorno. In attesa della convalida del fermo di Matteo Tunesi e Giammarco Peterlogno, parlano i genitori. La mamma del primo passeggia lungo i corridoi e mormora «Mio figlio non è uno scalmanato», forse ignorando che ha già accumulato più denunce per manifestazioni non autorizzate. Le fa eco la madre dell’altro arrestato: «I ragazzi hanno bisogno di persone carismatiche che li seguano e invece vengono lasciati soli troppo presto. Non ci sono punti di riferimento, questa società non li offre». Il marito l’abbraccia: «Sembrano criminali, li trattano come criminali».
Poi la libertà così commentata da papà Tunesi: «Se non li arrestavano era meglio». Il giudice scarcerandoli aveva chiosato «Spero vi serva di lezione, in futuro fate i bravi». Appello forse caduto nel vuoto visto che Matteo proclama: «Non ho nulla di cui pentirmi. Hanno provato a metterci paura ma siamo pronti ad andare avanti per una battaglia di libertà. Io e “Gimmi” siamo stati arrestati senza aver picchiato nessuno». Arriva Giammarco: «Mi hanno portato via in modo violento da un corteo pacifico». Poi ricorda la notte passata in guardina: «Mi hanno trattato come un qualsiasi detenuto ma io non ho avuto paura. Certo non è stato piacevole».
Tanta felicità non è condivisa però dal vice sindaco Riccardo De Corato: «Non avevamo dubbi che i due studenti arrestati sarebbero stati subito liberati. Una decisione che rende più difficile la tutela dell’ordine pubblico contro quattro gatti che contano zero e si arrogano il diritto di rappresentare la Milano studentesca».
ES