Telco, il cda approverà le nomine

da Milano

Ora che i soci di maggioranza di Telecom hanno trovato l’intesa si procede con la formalizzazione delle nomine dei due manager, Franco Bernabè e Gabriele Galateri, che sono stati chiamati a guidare il colosso delle telecomunicazioni italiano. Per giovedì è stato convocato un consiglio di amministrazione di Telco, la società che controlla il 23,6% di Telecom Italia ed è partecipata da Telefonica, Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Sintonia (Benetton). Sarà il consiglio a formalizzare le proposte del comitato nomine di Mediobanca che l’altro ieri ha indicato Galateri e Bernabè rispettivamente presidente e ad del gruppo telefonico. E poi, probabilmente lunedì prossimo, si svolgerà il consiglio di amministrazione straordinario di Telecom Italia. Nel corso di questa riunione il presidente Pasquale Pistorio e l’amministratore delegato Riccardo Ruggiero rassegneranno le dimissioni e nel contempo si procederà alla cooptazione ai vertici di Galateri e Bernabè.
Quanto al consiglio di Telco, spetterà al presidente Aldo Minucci, vicedirettore generale di Generali, chiedere la convocazione del consiglio di amministrazione straordinario di Telecom all’attuale presidente Pasquale Pistorio. In Telco sono presenti altri nove consiglieri in rappresentanza dei maggiori azionisti: Maurizio Verbich (Generali), Filippo Maria Bruno (Intesa Sanpaolo), Clemente Rebecchini (Mediobanca), Gustave Stoffel (Sintonia), Ángel Vilá Boix (Telefonica), Ramiro Sanchez de Lérin García-Ovies (Telefonica), Miguel Escrig Melia (Telefonica) e Sohail Qadri (Telefonica); più Enrico Giliberti come indipendente. I consiglieri dovranno approvare all’unanimità la candidatura del tandem Galateri-Bernabè alla guida della compagnia, voto che comunque non dovrebbe riservare sorprese.
Ad attendere la nomina dei nuovi manager c’è anche il presidente dell’Authority per le tlc, Corrado Calabrò, deciso a sciogliere al più presto il nodo dello scorporo della rete del colosso telefonico. «Incontrerò i nuovi vertici non appena saranno insediati per riprendere il confronto sulla rete - ha spiegato Calabrò -; con le nomine sbloccate ieri si apre una nuova stagione, in cui auspichiamo ci saranno progetti industriali adeguati alle potenzialità di Telecom e corrispondenti alle esigenze del Paese». Intanto in Borsa l’accoglienza resta fredda: ieri il titolo Telecom, pur in una giornata poco favorevole, è sceso leggermente restando inchiodato intorno ai 2,17 euro. Insomma ancora ben lontano dai valori di carico dei grandi azionisti: 2,67 per i soci italiani e 2,85 per gli spagnoli di Telefonica.