Le tele di Raffaello tornano a «casa»

Per i prossimi anni sono attesi anche Canova, Caravaggio, Bacon, Tiziano e Bernini

Laura Gigliotti

Dieci mostre per dieci anni alla Galleria Borghese. Ad annunciare l’ambizioso progetto, alla presenza del ministro Rocco Buttiglione, il Soprintendente Claudio Strinati e la direttrice della Borghese Anna Coliva. L’idea nasce dalla constatazione che alcune opere considerate emblematiche per un artista non possono essere spostate. Opere inamovibili che possono fungere da polo di attrazione per altre, costruendo una mostra attorno a quell’opera principe, con l’obiettivo per Raffaello di riportare in galleria le opere appartenute ai Borghese dal tempo del Cardinale Scipione. I dipinti accertati di Raffaello in tutto il mondo che facevano parte della collezione storica della Galleria sono sette, cinque saranno a Roma nella mostra «Raffaello da Firenze a Roma» aperta dal 18 maggio per tre mesi nel Casino Pinciano. La Madonna dei candelabri (Baltimora), la Madonna Aldobrandini, il Sogno dei cavalieri e Santa Caterina (Londra) e la Madonna col Bambino, San Girolamo e San Francesco (Berlino). Mancheranno invece le Tre grazie e la Madonna del velo del Museo di Chantilly che per statuto non fa prestiti.
Faranno corona alle opere della Borghese, il Ritratto di giovane donna con unicorno, il Ritratto d’uomo e soprattutto la Deposizione, o Pala Baglioni. L’opera, che «fu tenuta divinissima» scriveva Vasari, si lega strettamente alla storia della collezione in quanto fu lo stesso Scipione a farla trafugare e portare a Roma col pretesto che nella Cappella Baglioni di San Francesco al Prato di Perugia era mal conservata. Sarà esposta alla Borghese anche la famosa Fornarina conservata a Palazzo Barberini, il Cristo benedicente vanto della Pinacoteca Civica di Brescia.
In tutto 29 dipinti e 30 disegni relativi agli anni 1505-1508, in cui l’artista getta le basi per una costruzione dinamica dello spazio che si compirà negli affreschi delle Stanze Vaticane e diventa il pittore universale e «romano» per eccellenza. Una mostra impegnativa, resa possibile dalla generosità degli sponsor (costo 2 milioni di euro), e dei musei prestatori grazie anche a una nuova struttura ministeriale che coordina i prestiti nazionali e internazionali. La mostra sarà ospitata accanto alla Deposizione di fresco restauro, spostando eventualmente, per far posto ai prestiti, alcune opere nei depositi del sottotetto, da novembre visitabili. A Raffaello seguiranno nel 2007 la mostra dedicata a Canova a partire dalla Paolina Borghese scolpita dall'artista fra il 1805 e il 1808. A seguire nel 2008 Correggio di cui la Borghese conserva la Danae. E poi ancora nel 2009 i due pittori «maledetti» Caravaggio e Bacon, quindi le mostre di Dosso Dossi, Tiziano, Cranach, Bernini, Domenichino e per chiudere, nel 2015, la grande mostra sui Borghese e l’Antico.
Piazzale Scipione Borghese 3, prenotazione obbligatoria tel. 06-32810. Orario: tutti i giorni 9-19.