Telecamere condominiali e privacy

Il Garante per la privacy ha segnalato al Parlamento e al governo l’opportunità di valutare l’adozione di una disciplina che regoli alcuni aspetti relativi al trattamento dei dati personali con riferimento all’installazione di impianti di videosorveglianza nei condominii, materia allo stato non disciplinata specificatamente.
«Recenti quesiti e segnalazioni rivolti all'Autorità - osserva il Garante - hanno, infatti, posto il caso in cui non i singoli condòmini, ma l’intero condominio» intenda installare «tali impianti in aree comuni, quali portoni d'ingresso, androni, cortili, scale, parcheggi, anche presso residence o multiproprietà». Al riguardo - rileva il Garante - non appare chiaro né «quale tipo di maggioranza» occorra per approvare un intervento del genere, né se tale installazione «possa essere effettuata in base alla sola volontà dei proprietari o se si debba tenere conto anche del consenso di altri soggetti, in particolare dei conduttori». Peraltro - osserva ancora l’Autorità per la privacy - in materia «non può essere sottovalutato il divieto contenuto nell’articolo 615 bis del Codice penale che sanziona chiunque si procura indebitamente immagini relative alla vita privata che si svolge nel domicilio, nozione che, secondo alcune decisioni giurisprudenziali, può giungere fino a ricomprendere le aree comuni; cosa che comporterebbe la necessaria acquisizione del consenso di un numero assai ampio di soggetti, non sempre di agevole identificazione».
I problemi di carattere giuridico sollevati dal Garante formeranno oggetto di un approfondito esame da parte del Coordinamento condominiale della Confedilizia.
* Presidente Confedilizia