Telecamere e luci, cantieri sicuri per Expo

Stop ai cantieri che sforano i tempi tenendo in ostaggio i quartieri, in primis i commercianti. E basta a quei cantieri che di notte diventano «terra di qualcuno»: leggi, gli spacciatori. In vista dell’Expo 2015 e delle grandi opere che nei prossimi 7 anni cambieranno il volto della città, il Comune rivendica il ruolo di regia anche sui lavori dei privati. Inversione di tendenza inaugurata con la nuova convenzione per i parcheggi sotterranei privati (dati in concessione ai residenti per novant’anni) che presto sarà applicata a 70 opere, a partire da Avezzana-Boncompagni, Primaticcio-Legioni Romane, Triboniano-Perlasca, Celio, Rancati, Butti-Guerzoni, Maffei, Montemartini e Orsini-Cogne, per un totale di 2.129 box. Ma l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini anticipa che «le novità saranno estese dai parcheggi ai cantieri di ogni genere - case, palazzi, opere private -» perché «ci aspettano anni di realizzazioni importanti e di tale impatto sulla città che non possiamo permettere che punti strategici della città rimangano bloccati». Palazzo Marino vuole riprendere le fila. Gli obiettivi sono chiari: «Garantire il massimo della qualità - elenca -, rispettare e comprimere i tempi dei lavori, evitare i contenziosi, coinvolgere i cittadini, ridurre il più possibile i disagi per il quartiere e i negozianti».
La nuova convenzione sui parcheggi, ad esempio, stabilisce che l’operatore, con un’autocertificazione, garantisca i requisiti dell’impresa che sceglie per realizzare i lavori, in particolare per sicurezza sul lavoro, norme antimafia, regolarità dei contratti. Tutti gli aspetti formali inoltre, afferma Simini, «dovranno essere risolti prima di ottenere il permesso di costruire, per evitare intoppi a cantiere aperto». Idem il «monitoraggio degli edifici intorno» perché i residenti non protestino per danni che niente hanno a che vedere col cantiere. Spetterà ai privati garantire la «vivibilità e sicurezza dell’area», con illuminazione, pulizia, telecamere se serve, spazi di almeno due metri e mezzo per passare. «I commercianti che hanno le vetrine oscurate dal cantiere dovranno avere la possibilità di “riprodurle” sui ponteggi», anticipa. Basta anche coi rincari a sorpresa: i residenti avranno diritto di prelazione sull’acquisto dei box, non ne potranno comprare più di due a testa e l’operatore dovrà informarli se aumentano i costi. Verrà applicato l’indice Istat, ma «non se i ritardi sono ingiustificati». Con la nuova convenzione il Comune introduce le penali già dal principio: chi non inizia a costruire nei tempi previsti, paga, a meno che lo stop sia giustificato da elementi oggettivi. La multa sarà annullata nel caso in cui il privato riesca a recuperare il ritardo. Stravolte anche le coperture assicurative: il privato dovrà coprire eventuali danni fino a 10 anni dopo la fine dei lavori e la copertura massima passa da 250mila euro a 5 milioni. «Introduciamo più tutele - afferma l’assessore - anche contro i comitati anti-tutto. Per il parcheggio di via Correggio ad esempio il tar ci ha appena dato ragione ma intanto i lavori sono rimasti fermi 3 mesi».