«Telecamere e più illuminazione per la sicurezza nei cimiteri»

Campo 14, cimitero di Musocco. L’immagine è di centinaia di tombe e lapidi picconate. Scenario da togliere il fiato. Qualche cronista s’avventura in resoconti all’insegna dell’indifferenza del Comune, nella pietà che a Palazzo Marino è morta. I sindacati ci marciano, naturalmente: con tanto di denunce di esternalizzazione del lavoro che umilia «defunti e parenti».
Ma quell’immagine è taroccata. Sì, al campo 14 del più imponente cimitero meneghino - accoglie 650mila defunti su un’area di 678mila metri quadrati - le tombe e le lapidi sono «picconate» ma, attenzione, non è «mancanza di rispetto per i morti bensì perché una normativa ne impone la distruzione quando avviene l’esumazione» afferma Stefano Pillitteri. Dichiarazione dell’assessore alla qualità dei Servizi al cittadino che, in questi giorni, con il Giornale ha compiuto una ricognizione «a sorpresa» a Musocco e negli altri sei cimiteri cittadini.
«Problemi ce ne sono e il servizio può essere migliorato. Penso, ad esempio, all’illuminazione delle zone e a telecamere che monitorino le aree, dove in verità non sono mai avvenuti episodi spiacevoli. Ma è una richiesta che arriva dai frequentatori, quegli stessi milanesi che ci avevano segnalato come il sistema di inumazione “in trincea” fosse, diciamo, poco rispettoso della sensibilità dei dolenti e che Palazzo Marino ha quindi modificato con una metodologia meno invasiva» spiega l’assessore. E cosa risponde a chi denuncia che le colonnine Sos sono spesso fuori servizio? «Accadeva spesso in passato, da qualche mese verifichiamo quasi quotidianamente la funzionalità di tutte e trentasei e lo stesso vale per i totem posti all’ingresso dei cimiteri che consentono una facile individuazione delle sepolture».
Come dire: «Si può fare di più e meglio, ma esiste un problema di organico: i dipendenti del settore sono appena 301, di cui 68 impegnati a Musocco». Avete letto bene, «sessantotto sono gli operatori cimiteriali in servizio nel più imponente cimitero della città» e, continua Pillitteri, «di questi trentadue sono parzialmente idonei» ovvero «non sono in grado, con certificato medico alla mano, di effettuare alcune mansioni». Problemino non da poco causato dal blocco delle assunzioni che impone all’amministrazione di Letizia Moratti di lavorare all’osso: «Questo spiega l’esternalizzazione di alcuni compiti, ma significa anche che il controllo su questi lavori è continuo». E il viaggio assessorile tra Musocco, Lambrate, Bruzzano, Greco, Chiaravalle, Baggio-Muggiano testimonia di vialetti puliti, cassonetti svuotati ma anche di una riqualificazione urgente per «il piramidone» di Musocco, «quei quattro piani che tra cellette e ossari ospiteranno cinquemila defunti». Altro impegno dell’amministrazione Moratti che «non si tira indietro davanti ai problemi» chiosa Pillitteri, «ma quando parlano di degrado e di incuria, be’ credo che alcuni sindacalisti superino il limite. E, comunque, i miei uffici sono sempre pronti a intervenire».