Telecamere implacabili

Il grande fratello non perdona. E sono moltissime le multe che, proprio in questi giorni stanno arrivando ai genovesi che sono passati, inavvertitamente o meno, sotto i varchi elettronici. Emblematico, il caso di un consigliere comunale. Che, almeno in teoria, dovrebbe essere nella «lista bianca» degli autorizzati al transito dal varco di via Garibaldi, che porta all'ingresso carrabile di palazzo Tursi. E invece, Alessio Piana, mostra un plico di una decina di multe. Tutte arrivate in pochi giorni. «Siamo già a più di 800 euro di sanzioni - spiega il consigliere comunale della Lega Nord -, per essere passato sotto i varchi di via Garibaldi». I conti tornano. Il consigliere, infatti, è di casa a Palazzo Tursi almeno quattro, cinque volte alla settimana. «Per ora sono arrivate le prime, dal 14 settembre 2009. Ma io anche oggi - ieri per chi legge - sono venuto a lavorare in scooter. E sono passato chiaramente sotto la telecamera». L'autorizzazione al transito dei consiglieri comunali è datata 9 settembre 2009. «Sono due le cose che lasciano perplesso - commenta -. La prima è che sulla ricevuta della raccomandata, non è indicato il Comune di Genova o la polizia municipale, ma la società, esterna, che gestisce l'invio delle sanzioni per conto di Tursi». Difficile quindi, capire in prima istanza cosa ci sarà dentro la busta. «La seconda - prosegue Piana -: se un cittadino passa cento volte sotto un varco e risulta, per cento volte, non autorizzato, è chiaro che c'è qualcosa che non ha funzionato nel sistema. O non lo sa, o non se ne è accorto. Ma una istituzione come il Comune non deve vessare, fare cassa. O, almeno, non dovrebbe. L'informativa va fatta. Se poi il cittadino, anche informato, decide di perseverare, è giusto che venga multato». Ma quella, è un'altra storia.