«Le telecamere sparamulte sono irregolari: spegnetele»

Non c’è pace per gli automobilisti già tartassati da multe che piovono da ogni dove. Ora, in aggiunta ai sei corpi di «vigilini» che già imperversano per le strade della capitale, a rendere difficile la vita a chi guida e ogni giorno è costretto a un lungo girovagare in cerca di un posto dove parcheggiare l’auto, adesso arriva anche l’occhio elettronico delle telecamere piazzate in 52 strade e piazze per colpire chi viola gli articoli del codice della strada che disciplinano la sosta, la circolazione durante il blocco del traffico, sulle corsie preferenziali o nella Ztl.
Accade, così, che se un automobilista si ferma dove non avrebbe dovuto in una delle vie «sorvegliate speciali», la contravvenzione non gliela toglie nessuno. Anche se lì per lì il malcapitato neppure si accorge di aver infranto la legge, visto che in tal caso la contestazione immediata, che sarebbe dovuta, non è prevista. Ed è proprio questo uno dei motivi a cui si appella l’Ospol (l’organizzazione sindacale delle polizie locali) nel chiedere al Campidoglio di annullare la delibera che istituisce le telecamere con il potere di multa. «Le contravvenzioni effettuate dalle telecamere privano il cittadino del diritto di richiedere la contestazione immediata come previsto dal codice della strada, con l’aggravante di non poter essere informato, nell’immediatezza, dell’avvenuta violazione.
Soltanto quando, dopo circa 4-5 mesi, riceverà l’atto contravvenzionale al suo domicilio saprà di aver commesso l’infrazione e pertanto, non potendo ricordare il fatto a causa del tempo trascorso, gli è precluso ogni diritto alla contestazione». Il sindacato vorrebbe che al posto dell’occhio elettronico, in strada, ritorni il vigile urbano «per poter dare certezza e sicurezza ai cittadini, in special modo a quei cittadini più deboli».
Le 52 strade videosorvegliate, disseminate in più punti della città, sono controllate (manualmente) dai vigili urbani in un’apposita centrale dove vengono accertate le infrazioni al codice della strada da parte degli automobilisti. Ma questa procedura, denuncia il sindacato, mostra più di una falla, oltre a quella dell’impossibilità di contestare immediatamente la violazione.
Il pensiero va alle difficoltà che incontreranno i portatori di handicap, gli anziani e i malati «a cui la telecamera non può riconoscere l’esigenza obbligata di fermarsi in doppia fila o in divieto di sosta per mancanza di spazi riservati o occupati, giusto il tempo necessario per le operazioni di salita e discesa dall’autovettura per essere accompagnati al loro domicilio».
«L’Ospol - spiega il sindacato - ha manifestato all’amministrazione comunale il proprio dissenso sulla sfrenata corsa verso la multa ad ogni costo che ha annullato completamente le procedure inerenti la prevenzione, primo atto dovuto ad un organo di polizia stradale». E annuncia battaglie giudiziarie contro la delibera che istituisce le telecamere ed invita l’amministrazione comunale a tutelare la riservatezza e la privacy dei cittadini romani».