Telecom, 7 milioni a Costanzo per le consulenze

I militari non avrebbero individuato le prestazioni che giustificano i compensi

Oltre sette milioni di euro pagati da Telecom a Maurizio Costanzo per consulenze: è questa una delle prime notizie che emerge dalla verifica fiscale che la Guardia di finanza da oltre sette mesi sta conducendo sulle spese sostenute dal gruppo telefonico, negli uffici della sede di piazza Affari.
I militari si sono incuriositi sia per la somma versata al giornalista sia perché, almeno per il momento, non sarebbero state individuate le prestazioni (report scritti, relazioni aziendali) che potrebbero giustificare simili esborsi. Così, seppur Maurizio Costanzo né è indagato né oggetto in prima persona di verifica fiscale, sono iniziate a circolare negli ambienti giornalistici le prime indiscrezioni sulla vicenda. Fino a quando IlVelino.it e Panorama.it hanno rilanciato la storia nel web senza però indicare il nome del personaggio destinatario della super-consulenza.
Da parte sua Costanzo, interpellato dal Giornale, non mostra stupore e si dice sereno: «È tutto alla luce del sole - spiega - con fatture e relativi pagamenti di tasse. Del resto attività consulenziali esistono in tutti i Paesi. Cerchiamo quindi di non stupirci come i pastori al passaggio della cometa nel giorno di Natale. Da vent’anni sono consulente e ho sempre fatto questo mestiere tanto che le numerose verifiche della Guardia di finanza sui miei conti e sulle mie società si sono concluse sempre con un nulla di fatto e ne vado orgoglioso». E come mai non si sarebbero trovati riscontri scritti a queste consulenze? «Lei pensa che gli spot e le stesse campagne stampa - risponde - non prevedano la presenza di un consulente? Tutto ciò accade ogni settimana e ho partecipato a decine di riunioni con i vertici dell’azienda per pianificare le strategie aziendali, gli spot, come gli ultimi con Christian De Sica». Le fatture al vaglio della verifica risultano emesse sia dal presentatore in prima persona sia dalla Mcc, la Maurizio Costanzo Comunicazione, società che vede tra i soci al 50% lo stesso Costanzo, al 46% la 21, investimenti SpA del gruppo di Alessandro Benetton e un 4% intestato alla Siref fiduciaria.
Il nome di Maurizio Costanzo è quindi l’unico finora emerso tra i consulenti top del gruppo Telecom nell’era Tronchetti Provera. Infatti, oltre a lui, numerosi avvocati e professionisti si sono fatti pagare parcelle e fatture per diversi milioni di euro. Ma la verifica delle Fiamme gialle non ha ancora passato al vaglio tutte le centrali di costo e i conti correnti che venivano utilizzati per i diversi pagamenti delle consulenze prestate al gruppo. Bisognerà quindi attendere ancora qualche settimana prima di avere un quadro più completo della gestione dei fondi aziendali. La verifica era iniziata ormai sette mesi fa spulciando le spese del settore sicurezza all’epoca gestite dalla struttura di Giuliano Tavaroli.
Poi i controlli si sono estesi anche alle operazioni straordinarie compiute con fusioni e acquisizioni a partire dal 2002. Un controllo meticoloso da parte del Nucleo di polizia tributaria di Milano che dovrebbe concludersi con la relazione finale entro l’estate.
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it