Telecom, con Agcom c’è l’accordo per la rete Ma Bruxelles frena e minaccia sanzioni

Telecom ha accettato tutte le condizioni poste dall’Authority per lo scorporo della sua rete fissa. Questa mattina ci sarà la riunione definitiva sull’argomento da parte dell’Agcom e, nel pomeriggio, ci sarà una conferenza stampa congiunta tra il presidente Corrado Calabrò e l’ad di Telecom, Franco Bernabè. Alla fine, dunque, Bernabè con la politica dei piccoli passi ha portato a casa il risultato sperato.
Ossia lo scorporo della rete tramite la struttura di «Open Access» e anche la possibilità di avere l’aumento del canone e, anche se in maniera minore di quanto richiesto, dell’unbundling, ossia di quanto pagato dai concorrenti per usare la rete Telecom. La struttura, già creata da Telecom, sarà probabilmente del tutto operativa fra tre o sei mesi. Tra i punti salienti c’è la creazione di un organismo di controllo per verificare che le misure prese siano rispettate. Sarà composto da esperti nominati principalmente dall’Agcom e, solo in parte, da Telecom. Nessuno invece per i concorrenti.
Quanto alla ventilata separazione societaria, secondo l’Agcom è una decisione che solo Telecom stessa può prendere. In ogni caso la separazione strutturale resta un passo importante, guardato con attenzione anche dalle altre Authority nazionali, dato che in Europa solo Bt ha fatto una cosa simile creando Open Reach. L’Ue ha però precisato che prima della decisione finale il provvedimento va notificato a Bruxelles altrimenti l’Italia rischia una procedura di infrazione. La presa di posizione di Bruxelles gratifica i concorrenti a cui non piace l’intesa Telecom-Agcom, temendo che l’ex-monopolista possa godere di un regime regolatorio più leggero. Sul fronte societario ieri Telecom ha incassato un deciso no dei sindacati sul piano che prevede il licenziamento di altri 4mila dipendenti. «Si tratta di un piccolo risparmio per la società, solo 200 milioni all’anno - ha spiegato Emilio Miceli, della Cgil - con un altissimo costo umano. Di questi tagli si può fare a meno».