Telecom, AT&T ritira l'offerta ma America Movil resta in corsa

Gli americani rinunciano, gli alleati messicani: "Non informati, non ci ritiriamo". A Rozzano assemblea fiume. Buora: "Azienda sana". Prodi da Tokio: "Non sono un grillo presente...". Colaninno: "E' un'opportunità, ma molto lontana"

Milano - Riflettori puntati su Telecom, sull'assemblea dei soci riunita a Rozzano, alle porte di Milano, dove ha fatto irruzione il ciclone Grillo e dove a sorpresa, in serata, è arrivata la notizia che AT&T - che assieme ad America Movil aveva presentato un'offerta per il 66% di Olimpia, che a sua volta detiene il 18% di Telecom - ha ritirato l'offerta a quanto pare per il "timore dell'incertezza normativa", stando a quanto trapela da fonti vicine all'operazione, in assenza per ora di commenti ufficiali, da tutte le parti coinvolte, sul ritiro del colosso americano.
Decisione che ha colto di sorpresa l'alleato messicano: nè Telmex America Movil erano informate della decisione del partner AT&T di ritirarsi dalla corsa per Olimpia, come hanno reso noto i portavoce delle due compagnie controllate dal magnate messicano Carlos Slim, i messicani comunque non si ritirano, ma restano in corsa per ottenere una partecipazione: "dopo aver appreso il ritiro da parte dell'operatore statunitense di telecomunicazioni AT&T dai suoi negoziati esclusivi con Pirelli&C per l'acquisto di una partecipazione in Olimpia ha deciso di continuare a valutare insieme a Telmex differenti alternative per un potenziale investimento in Olimpia". Per questo i messicani starebbero valutando la possibilità di trovare unnuovo partner, passando al vaglio tutte le possibili opzioni.

Mentre, sempre in serata, il presidente di Immsi Roberto Colaninno, a New York per il road show della Borsa italiana, ha detto che l'investimento in Telecom è "un'opportunità importante, a certe condizioni, ma molto lontana. Non sono certo - ha continuato - che Telecom possa essere gestita con le caratteristiche industriali che dico io. Siamo attenti - ha comunque aggiunto l'imprenditore mantovano - alle opportunità che riteniamo interessanti, non c'è solo Telecom. Immsi ha una vocazione industriale e i suoi investimenti hanno questa vocazione e non sono investimenti speculativi, l'unico che abbiamo fatto è stato capitalia". Colaninno, secondo indiscrezioni di stampa smentite dagli interessati, potrebbe par parte, assieme a Fininvest, di una cordata italiana.

Tornando a Rozzano, all'ordine del giorno dell'assemblea, che ha visto la partecipazione di circa 300 persone, ci sono dieci punti da affrontare tra cui anche l'approvazione del bilancio 2006 e la nomina del nuovo cda. Ma, in realtà la partita vera si gioca in vista della scadenza di fine aprile-inizio maggio quando potrebbe subentrare una nuova maggioranza, anche straniera. I giochi sono tutt'altro che fatti, e un ruolo decisivo potrebbe assumerlo il mondo creditizio italiano: l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera ha confermato la possibilità di un intervento attivo, e cioè di "una partecipazione azionaria" nel colosso delle tlc.

La delicata vicenda per il controllo di Telecom - che oggi in Borsa, dopo un rialzo in apertura, ha visto invariato il proprio titolo - fa discutere gli azionisti: si è fatto loro portavoce il comico Beppe Grillo che, come annunciato, ha improvvisato un lungo show chiedendo le dimissioni dei vertici Telecom. "Dove sono finiti i 45 miliardi espropriati ai piccoli azionisti?", ha domandato Grillo. "Chiederò anche perché i piccoli azionisti non possono avere una rappresentanza vera in assemblea", ha detto. E sulla cordata tex-mex, ha così risposto: "Figuratevi se Carlos Slim, il patron di America Movil, uno degli uomini più ricchi del mondo, si compra un cadavere simile. Comunque - ha aggiunto - con il 13% controllorebbe tutta la società". Poi, all'indirizzo di Tronchetti Provera, il comico genovese ha fatto sapere che «oggi lo chiamerò dottor Tronchetti, io che l'ho sempre chiamato il tronchetto dell'infelicità. Doveva essere qui ma ha mandato un avviso. Il mondo si è rovesciato...".

Dal canto suo, il vicepresidente esecutivo Carlo Buora ha precisato nel suo intervento in assemblea che Telecom Italia è "un'azienda strutturalmente sana" e "non ha certo bisogno di essere risanata". "Dovrei aggiungere che è una azienda robusta - ha aggiunto - capace come è stata l'anno scorso di resistere ai fortissimo contraccolpo dei continui cambi al vertice e delle inchieste giudiziarie". I suoi conti mostrano "livelli di performance fra i migliori del mondo e d'Europa: questa società è tutto fuorché un malato da risanare".

Il governo preferisce non pronunciarsi. Da Tokyo, il premier Romano Prodi se la cava con una battuta: "Non c'ero, non ero un grillo presente lì, quindi non so cosa dire...". Intanto i sindacati, dall'assemblea nazionale dei delegati e quadri delgruppo Telecom hanno ribadito il secco no alla vendita di Telecom ai texani e messicani di AT&T e America Movil e l'immediata apertura delle procedure per lo sciopero dell'intero gruppo da effettuare entro metà maggio.

Dopo il ritiro americano titoli giù Scivolano i titoli della galassia Tronchetti Provera sull'indiscrezione, poi confermata da una fonte vicina all'operazione che gli americani di At&T si sono ritirati dall'offerta. Alle 19,50 Telecom cede il 2,52% a 2,32 euro. Fa peggio Pirelli, che detiene l'80% di Olimpia, con un ribasso del 3,5%. Il titolo è stato congelato al ribasso.