Telecom, Bernabè prova a convincere la Borsa

La banda larga cresce del 15%. Tre le offerte su Alice France. Tiscali: «Seguiamo il dossier»

da Milano

Alla sua prima trimestrale dopo il rientro in Telecom Italia Franco Bernabé centra le stime degli analisti e conferma tutti gli obiettivi 2008. Ma al di là dei numeri il nuovo ad riconquista la fiducia del mercato che a marzo era rimasto deluso dal piano industriale per la mancanza di una chiara strategia.
Questa volta è stato diverso. «Il mercato domestico ha potenzialità di crescita inespresse. Telecom Italia possiede una tra le migliori infrastrutture tecnologiche. Siamo stati il primo Paese a integrare fisso e mobile, tutte le nostre soluzioni sono convergenti», ha spiegato Bernabè rimettendo l’Italia al centro della strategia del gruppo. Telecom avrà anche una maggiore capacità progettuale perché non ha più la spada di Damocle della Authority: «Abbiamo creato un buon dialogo con le autorità e decreti come quello Bersani non dovrebbero più arrivare», ha spiegato il numero uno di Telecom.
La prima novità si vedrà già da luglio con il lancio dell’iPhone, un’operazione che conferma la strategia di «migrazione verso clienti di fascia alta», ha detto il manager. Ma non si è trattato solo di parole, sia Bernabè che il presidente Gabriele Galateri hanno annunciato che acquisteranno personalmente 300mila euro di azioni Telecom Italia ciascuno, invitando i restanti consiglieri a fare lo stesso. Alcuni sindaci avrebbero già aderito alla proposta.
La reazione del mercato è stata positiva. Telecom Italia ha messo a segno un rialzo dell’1,6% a 1,33 euro in una giornata in cui Piazza Affari era colpita dalle vendite (meno 1% l’S&P/Mib).
Fra i dossier sul tavolo, Bernabé ha annunciato di aver ricevuto tre offerte per Alice France, la società francese della banda larga che Telecom ha messo in vendita a inizio anno e che secondo gli analisti potrebbe portare al gruppo un incasso da 7-800 milioni. L’ad ha inoltre smentito di aver presentato un’offerta per Tiscali anche se ha ammesso di seguire con attenzione l’operazione.
Quanto alla Bolivia dove il neo presidente Evo Morales ha minacciato la nazionalizzazione di Entel, principale operatore telefonico del Paese e società partecipata al 50% da Telecom Italia, il direttore finanziario Enrico Parazzini ha detto che «Telecom farà il possibile per difendere i propri interessi - aggiungendo che nel peggiore dei casi - l’impatto sul bilancio sarà molto limitato».
Ieri è stata anche la giornata dei numeri. Telecom ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un fatturato di 7,29 miliardi, in calo del 4% rispetto allo stesso periodo 2007. Le vendite sono state rallentate dalle attività italiane penalizzate da minor ricavi per 260 milioni a causa delle modifiche al quadro tariffario. Le buone notizie arrivano dalle connessioni a banda larga che nei primi tre mesi dell’anno nel nostro Paese hanno registrato un aumento del fatturato del 15%. Tim, invece, lima la quota di mercato dal 40,3% di dicembre al 39,7%. All’estero il Brasile si conferma in crescita (più 4,7%) anche se a tassi minori rispetto al passato.
Scorrendo le altre voci di bilancio, l’ebitda del trimestre si è attestato a 2,966 miliardi (meno 6,7%), mentre sul risultato netto di 501 milioni (meno 35,4%) hanno pesato svalutazioni per 158 milioni. A fine marzo Telecom aveva un debito netto da 35,436 miliardi in calo di 265 milioni rispetto a dicembre. «La trimestrale di Telecom è perfettamente in linea con le attese», spiega un analista sottolineando come «più che sui numeri il mercato si sia concentrato sulle parole di Bernabé, in attesa di conoscere il nuovo piano industriale promesso per fine anno».