Telecom, Consob «chiama» il contrappello

I piani di Intesa e Piazzetta Cuccia Rimane l’incognita degli hedge fund

da Milano

Contrappello degli eserciti schierati attorno al fortino Telecom e relative strategie industriali: a poche ore dal rientro in Italia degli ambasciatori di At&t e America Movil, la Consob cercherà di fare chiarezza sull’assetto azionario del gruppo telefonico guidato da Carlo Buora e Riccardo Ruggiero. L’appuntamento è per questa sera quando, trascorso l’ultimo giorno utile per rastrellare in Piazza Affari pacchetti in vista dell’assemblea di lunedì prossimo, tutti i grandi soci di Telecom Italia saranno chiamati a proiettare l’immagine aggiornata «in tempo reale» del proprio investimento.
La misura, che vincola gli azionisti sopra il 2% ma è stata estesa a Mediobanca (1,56%) perché firmataria di un accordo con Olimpia, potrebbe aiutare a individuare almeno alcuni dei «mandanti» degli ordini di acquisto che la scorsa settimana hanno fatto passare di mano oltre il 20% del capitale di Telecom. A partire dai grandi fondi di investimento internazionali e dalla galassia vicina ai pretendenti di At&t e America Movil che hanno proposto a Marco Tronchetti Provera 2,82 euro per ogni azione Telecom custodita nella cassaforte controllata da Pirelli e Benetton. Molti pacchetti potrebbero essere stati spezzettati nelle mani degli hedge fund o essere al centro di portage ma l’Authority di Antonio Catricalà conta di ottenere, tramite specifici comunicati stampa, anche un «chiarimento» sulle strategie del mondo finanziario coinvolto nel riassetto del gruppo di tlc: oltre a Piazzetta Cuccia, Generali, Intesa Sanpaolo cui si potrebbero aggiungere Hopa, Capitalia e Benetton.
La merchant bank fondata da Enrico Cuccia starebbe infatti sondando l’interesse di colossi europei come Telefonica, mentre Intesa Sanpaolo prosegue il lavoro per convogliare una squadra disposta a valutare un ingresso diretto in Olimpia così da salvaguardare almeno parzialmente «l’italianità» del gruppo. Al momento a rispondere all’appello è stata la Fondazione Cariplo di Giuseppe Guzzetti, che è anche grande azionista di Ca’ de Sass, ma l’idea è quella di coinvolgere altri enti bancari (qualche apertura si è registrata alla Fondazione Mps) oltre ad alcuni esponenti del mondo imprenditoriale italiano.
Visto l’avvicinarsi dell’assemblea chiamata a rinnovare l’intero consiglio di amministrazione dopo le dimissioni del presidente Guido Rossi, una risposta è comunque attesa in tempi brevi. Tanto che, malgrado il ponte pasquale, il responsabile corporate di Intesa, Gaetano Micciché, avrebbe mantenuto un canale aperto con At&t e America Movil con cui si starebbero studiando due ipotesi di intervento: ritirare una parte delle quote «prenotate» da americani e messicani (che potrebbero accontentarsi del 33% di Olimpia) oppure subentrare all’attuale tandem di comando composto da Pirelli e Benetton.
Occasione per una svolta potrebbe essere la riunione del patto di consultazione Olimpia-Mediobanca e Generali atteso in settimana oppure quella del sindacato della Bicocca che avrà luogo entro il 20 aprile. Quanto alla tempistica americani e messicani, che riprendono la due diligence, hanno invece tempo fino al 30 aprile per formalizzare la propria offerta vincolante. Scaduto questo termine, a meno che non si allarghi il perimetro della proposta Usa, Trieste e Piazzetta Cuccia potrebbero giocare il diritto di prelazione sulla quota ceduta da Tronchetti.