Telecom, debito in calo parola di Standard&Poor’s

Prospettive di business positive per i prossimi anni

Luca Pace

da Milano

«Nessuna preoccupazione sul debito di Telecom Italia - ha ricordato ieri Marco Tronchetti Provera - da parte di Standard&Poor's». L’agenzia di rating proprio ieri infatti era intervenuta con parole rassicuranti sulla situazione finanziaria del gruppo telefonico.
«Ci aspettiamo una riduzione del debito 2006 grazie ai forti flussi di cassa» ha detto Guy Deslodes responsabile del settore corporate in Italia. L'analista ha poi ha sottolineato di essere fiducioso nel raggiungimento di un obiettivo di 33 miliardi di euro di indebitamento alla fine del 2007 aggiungendo che «Telecom continua ad avere prospettive di business positive che non destano preoccupazione mentre la struttura finanziaria è un po' sovra indebitata, soprattutto rispetto ad altri operatori europei». In effetti dopo l'Opa lanciata su Tim, il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera è uno dei più indebitati a Piazza Affari con oltre 42 miliardi di euro di posizione finanziaria netta negativa. Ma nessun problema. Secondo Deslondes, Telecom Italia al momento ha un rapporto tra indebitamento ed Ebitda pari a 3,5-3,6 volte rispetto alle 3 volte implicite nel rating BBB+ che è stato assegnato da Standard&Poor's ma «raggiungerà questo livello entro il 2006», conclude l’analista. Fatti due conti significa che secondo l’agenzia di rating Telecom Italia dovrebbe chiudere il 2006 con un Ebitda vicino a 13 miliardi di euro, «un risultato ottimo - commenta un analista che aggiunge - sopra le attuali valutazioni del mercato».
Solo qualche settimana fa anche Moody's, una delle tre più importanti agenzie di valutazioni sul debito, in un report sugli operatori europei delle tlc aveva aperto un varco sulla possibilità di alzare il rating di Telecom Italia. «Una riduzione dei livelli di debito superiore alle attese e una più elevata generazione di cassa sono le condizioni per rivedere in meglio l’attuale giudizio Baa2, con prospettive stabili emesso lo scorso agosto 2003», aveva comunicato l’agenzia. Un’eventuale promozione non inciderebbe in maniera significativa a livello di risparmi sugli oneri finanziari. Il 70% dell’esposizione finanziaria di Telecom Italia è a tasso fisso e solo il rimanente 30% variabile. A queste condizioni un calo dello 0,2% del tasso di interesse si tradurrebbe in soli 17 milioni di euro di minori oneri finanziari all’anno. Un cifra quasi ridicola se paragonata ai 2,7 miliardi di utile netto attesi per fine anno. «Le dichiarazioni di S&P e di Moody’s però sono un’ottima notizia - commenta un gestore che aggiunge - da inizio anno con una perdita del 18,1% Telecom Italia è il titolo il peggiore sia dello S&P/Mib sia del comparto tlc europeo. Gli investitori hanno penalizzato l’eccessiva esposizione finanziaria del gruppo ma ora qualcosa potrebbe cambiare». Ieri Telecom ha chiuso con un leggero rialzo dello 0,1% a 2,46 euro.